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FRANCESCA LEONI


PREDAPPIO: Dal Mibact un milione e mezzo per la Casa del Fascio | VIDEO Attualità

PREDAPPIO: Dal Mibact un milione e mezzo per la Casa del Fascio | VIDEO

Un milione e mezzo di euro  per il recupero dell’ex Casa del Fascio a Predappio. E’ questa la cifra stanziata dal Ministero dei Beni Culturali, all’interno di  un  pacchetto compressivo di circa 600milioni di euro finanziamento approvato in questi giorni con la finalità di tutelare il patrimonio culturale italiano.  «Fondi immediatamente disponibili per…una serie di azioni mirate alla  riqualificazione delle periferie urbane e numerosi restauri di beni culturali segnalati dal territorio», si legge in una nota del Ministero. Le risorse stanziate segnano un importante traguardo verso il primo piano di prevenzione del rischio sismico per i musei statali e la messa in sicurezza del patrimonio culturale nazionale.  L’ex casa del fascio, un edificio di 2700 metri quadri è destinata a diventare un museo, suddiviso tra centro studi  e documentazione sulla storia del primo novecento affiancati ad una esposizione permanente. Soddisfatto il sindaco di Predappio Giorgio Frassineti, che da tempo lavora per vedere realizzato il progetto.  Un milione e mezzo per il futuro museo nella Casa del fascio che vanno ad aggiungersi ad altri finanziamenti: un milione dalla Regione, 500mila dal Comune e altri 500mila della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì che arrivano alla somma totale di tre milioni e mezzo. Il bando Europeo per la progettazione definitiva  già scaduto, ha visto arrivare 22 proposte, che attualmente sono al vaglio della Commissione Centrale Unica di Committenza. Si prevede l’apertura del primo cantiere entro il 2018


CESENA: Anziano aggredito, si sospetta la presenza di complici | VIDEO Cronaca

CESENA: Anziano aggredito, si sospetta la presenza di complici | VIDEO

Si torna a parlare  dell’aggressione avvenuta a Cesenatico, lo scorso ottobre,  ai danni dell’87enne Alfredo Benini. Attualmente si trova in carcere, la 65enne, nipote dell’anziano, accusata di aver preso a mazzate Benini fino a ridurlo in fin di vita. Ora la domanda che si pongono gli inquirenti è se la donna ha agito da sola oppure se ci sono state anche altre persone. Per questo motivo, come si legge sulla stampa locale, La Procura della Repubblica di Forlì non ha chiuso il caso, ma continua a fare indagini affidate a sua volta ai Carabinieri di Cesenatico. C’è ancora molto da chiarire sull’accaduto, visto che alcune testimonianze parlano di aver visto altre persone nella casa dell’anziano. Rimane inoltre la variabile del movente: raptus di follia alla fine di una lite oppure premeditazione da parte della donna. Molti dubbi scaturiscono dal fatto che ancora non è stata trovata l’arma del delitto: un oggetto contundente on il quale l’uomo è stato colpito più volte al volto e alla testa. Le condizioni di salute di Alfredo Benini, ricoverato all’ospedale Marconi di Cesenatico,  rimangono comunque stazionarie. Dall’aggressione l’uomo non si è mai ripreso, non si alza, non è lucido e fatica a riconoscere i suoi cari. L’anziano, verrà quindi trasferito, come disposto dal curatore nominato dalla Procura,  in una casa protetta a Rimini, probabilmente già da questa settimana.  


FORLI’: Inchiesta “Re Nero”, 78 anni per 11 imputati  | VIDEO Cronaca

FORLI’: Inchiesta “Re Nero”, 78 anni per 11 imputati | VIDEO

Era il 6 gennaio del 2008, quando vennero eseguite una serie di ordinanze di custodia e diverse perquisizioni tra Forlì, Cesena, Rimini e San Marino. Si torna in tribunale per il caso della banca forlivese Bcrr e Asset Banca di San Marino. Come si legge sulla stampa locale, Il Procuratore reggente di Forlì, Filippo Santangelo, ha chiesto per le undici persone coinvolte pene che vanno da 10 a 6 anni, 78 anni in totale, oltre a sanzioni amministrative pecuniarie per gli enti Asset e Smam.  Rimangono le accuse di usura e riciclaggio, visto che le altre,  come abusiva attività bancaria, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, appropriazione indebita, sono cadute in prescrizione. Un’indagine avviata dall’allora sostituto procuratore a Forlì Fabio Di Vizio e dalla Squadra Mobile, che riguardava presunti fidi accordati da Banca di Credito e Risparmio di Romagna a imprenditori utilizzando fondi transitati da Asset a San Marino sotto forma di “nero”. In due anni ci sarebbe stato un flusso di denaro di circa 25 milioni di euro. Il Procuratore reggente ha ricostruito l’indagine, partendo dal nome, “Re Nero”, nata da un’intercettazione telefonica nella quale uno degl’imputati, Stefano Ercolani, allora presidente di Asset banca, si era definito “Il re del nero”. Proprio per Ercolani, la Procura ha chiesto 10 anni di carcere e 20mila euro di multa. Erano imputati per illeciti amministrativi anche gli enti Asset e Smam per i quali è stata chiesta la sanzione amministrativa di 1.200 quote per Asset e 500 quote per Smam. Nelle prossime udienze toccherà alle arringhe difensive.


RAVENNA: I lavoratori saranno licenziati ma non possono dimettersi, impasse alla Comart | VIDEO Attualità

RAVENNA: I lavoratori saranno licenziati ma non possono dimettersi, impasse alla Comart | VIDEO

Saranno licenziati ma non possono dimettersi. E’ questo l’impasse che stanno vivendo i 54 dipendenti della Comart di Ravenna, azienda del gruppo Tozzi. Dicembre scorso era stata annunciata la chiusura dell’azienda non appena fossero state terminate le commesse in corso. Il 23 gennaio, l’azienda- in concordato liquidatorio- ha avviato la procedura di licenziamento collettivo dei  dipendenti.  A seguito della procedura i sindacati hanno incontrato la direzione aziendale per valutare le modalità di uscita dei dipendenti. All’azienda si è chiesto un impegno formale di ricollocazione dei dipendenti licenziati, anche attraverso un percorso di outplacement. La proposta aziendale, però, è stata, secondo i sindacati, ampiamente al di sotto dalle richieste. Per Fim, Fiom e Uilm bisogna far coesistere la richiesta da parte aziendale, di portare a compimento le commesse aperte per agevolare il buon fine della procedura del concordato, con la necessità dei dipendenti di esercitare la propria volontà di uscita. L'azienda, invece, intende trattenere un numero non meglio definito di persone per un tempo ancora incerto e comunque fino a conclusione delle commesse ancora in corso. Questo, però, potrebbe pregiudicare la possibilità, per questi lavoratori, ad accettare nuove proposte di lavoro. Lo scorso 2 febbraio si è tenuta l'assemblea con le maestranze durante la  quale è  stato proclamato lo “stato di agitazione” per sollecitare la proprietà a un impegno per attutire il più possibile l'impatto sociale causato dai licenziamenti di massa.     



FORLI’: Smaltimento e manutenzione del verde, “trovato l’accordo condiviso” | VIDEO Attualità

FORLI’: Smaltimento e manutenzione del verde, “trovato l’accordo condiviso” | VIDEO

Trovato l’accordo per il servizio di trattamento delle potature: sfalci e ramaglie, saranno considerati sottoprodotti, quindi non disciplinati dalla norma sui rifiuti, e gestiti come materiale da utilizzare in agricoltura o per produrre energia. L’accordo pubblico è stato ufficialmente sottoscritto giovedì, dagli enti territoriali competenti, Alea Ambiente e le associazioni di Categoria. Il servizio  di smaltimento e manutenzione del verde era stato momentaneamente sospeso per individuare, con tutti i soggetti coinvolti, una soluzione condivisa e idonea allo status giuridico di Alea Ambiente.  Con questo documento, valido per l’anno in corso, il servizio sarà garantito gratuitamente per le utenze in regola e appartenenti al territorio gestito da Alea Ambiente. L'accordo è stato raggiunto anche alla presenza di ATERSIR che nella fase di stesura ha seguito gli aspetti di sua competenza con particolare riferimento alle dinamiche tariffarie complessive del bacino e quelle relative alle categorie di utenze interessate dal servizio. L'Amministratore Unico di Alea Ambiente, Paolo Contò, parlando dell’accordo dichiara che “la soluzione è stata individuata grazie alla grande disponibilità da parte di tutti i soggetti interessati”. I manutentori del verde potranno conferire gratuitamente negli impianti di valorizzazione delle biomasse in convenzione con Alea Ambiente e individuati in collaborazione con le associazioni di categoria del territorio. A garanzia di trasparenza e tracciabilità del materiale trattato, gli operatori dovranno accreditarsi presso Alea Ambiente o le Associazioni di Categoria e dovranno essere in regola con le norme di settore.    


FORLI’: Suicidio di Rosita Raffoni, il giudice: “nessuno ha colto il suo disagio” | VIDEO Attualità

FORLI’: Suicidio di Rosita Raffoni, il giudice: “nessuno ha colto il suo disagio” | VIDEO

Si torna in aula per il processo che vede imputati i genitori di Rosita Raffoni, la studentessa 16enne che, nel giugno del 2014, si suicidò buttandosi dal tetto del Liceo Classico “Morgagni” di Forlì.   Giovedì sono stati sentiti davanti alla Corte d’Assise anche alcuni degl’insegnati della scuola. L’ipotesi di accusa è di maltrattamenti fino alla morte e, solo il padre, di istigazione al suicidio. Come si legge sulla stampa locale, gli insegnati, sentiti ieri in aula, hanno sottolineato la grande intelligenza della giovane, la sua sensibilità, la sua capacità critica, ma nessuno ha detto di aver  percepito i segnali del  malessere che l’hanno portata a  togliersi la vita. Dichiarazione che ha scaturito una feroce critica da parte del Presidente della Corte. Un disagio che doveva essere percepito dai docenti anche senza che la giovane ne parlasse apertamente, ha dichiarato il presidente.  Rosita aveva un rendimento scolastico molto alto ed era riservata e timida, questi i tre fattori che hanno fatto sì che i docenti non si rendessero conto della gravità della situazione.  Anche i genitori non hanno saputo cogliere questo disagio. Roberto Raffoni e Rosita Cenni, quando vennero a conoscenza di tutto il materiale accusatorio a disposizione della Procura, rimasero interdetti: sapevano la figlia aveva lasciato qualcosa contro di loro, ma si sentirono mortificati per una cosa che non ritenevano di aver fatto. Duilio, fratello di Rosita, sarà il prossimo a salire sul banco dei testimoni il prossimo 21 febbraio in quella che sarà l’ultima udienza prima di requisitoria e arringa difensiva.