Guarda TR24 Canale 11, il network all news del territorio
attualità

EMILIA-ROMAGNA: Scuola, problema immissioni in ruolo? | VIDEO

  • Di:
  • 165 visualizzazioni

Esiste uno scarto tra i posti assegnati dal ministero che sono pari 3668 e gli assunti che in Emilia Romagna sono 2731. A poco meno di un mese dall'inizio del nuovo anno scolastico i sindacati di categoria sottolineano l'immissione in ruolo dei docenti. Dalla Cisl dell'Emilia Romagna, così come dall'Anief viene rimarcato che le cattedre che saranno destinate a rimanere senza un docente fisso e saranno ricoperte da supplenti con il conseguente balletto degli insegnanti.

I posti messi a disposizione riguardano anche materie, come la matematica e le scienze alle medie e alle superiori e il sostegno, dove le graduatorie, sia GaE che GM, sono rimaste senza candidati. I sindacati chiedono quindi che le cattedre non assegnate siano riconvertite per assumere insegnanti precari di altre discipline.

Il problema, spiega Anief in una nota, è che i docenti abilitati all'insegnamento per coprire quelle cattedre assegnate alle immissioni in ruolo ci sono. Perché sono quasi sempre degli insegnanti già presenti nelle graduatorie d'istituto. Solo che chi amministra la scuola si e' impuntato a tenerli "congelati" e a sottoporli, con il nuovo reclutamento, a una nuova e lunga tornata formativa che li porterà in cattedra non prima di diversi anni.

"Si conferma, pertanto, quanto paventato dall'Anief in tempi non sospetti: il mancato spostamento nelle graduatorie senza piu' candidati di docenti gia' abilitati, collocati in seconda fascia d'istituto, unito all'eccessiva severita' operata delle commissioni del concorso a cattedra nell'esaminare docenti gia' selezionati e formati allo scopo, costa agli stessi la mancata assunzione a tempo indeterminato".

E, continua il comunicato, "alle scuole la presenza di un congruo numero di docenti di ruolo, con la continuita' didattica che continuera' a rimanere un miraggio. Con il risultato finale, inevitabile, che si andra' a ingrossare il gia' alto numero di supplenti annuali. "Speriamo di sbagliarci- commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal- ma se anche nelle altre regioni si dovesse confermare questo trend di mancate immissioni in ruolo, si rischia di vedere sfumare tra le 15mila e le 20mila assunzioni a tempo indeterminato, facenti capo alle quasi 52mila fissate dal ministero. Considerando che ad oggi abbiamo almeno 90mila supplenze annuali sicure, di cui la meta' su sostegno, andranno pure vanificate le 16mila cattedre spostate quest'anno dall'organico di fatto a quello di diritto, ritrovandoci a settembre con piu' supplenze annuali dell'anno scorso. A quel punto, il piano di cancellazione delle supplentite, predisposto dal Governo Renzi, non sara' piu' alle corde, ma avra' mostrato tutta la sua pochezza". Continua la nota: "Aveva ragione Anief: la colpa di quello che si sta delineando a livello di cattedre scoperte e' tutta del Miur che e' andato a creare dei nuovi percorsi formativi con graduatorie inutili, non ha riaperto le GaE e non ha permesso agli abilitati di seconda fascia d'istituto di entrarvi".

E ancora: "Altro che programmazione delle immissioni in ruolo per categorie inventate da qualcuno e chiusura delle graduatorie in breve tempo: la verita' e' che se lo Stato continua a chiamare i supplenti su posti liberi, anche per il personale Ata, allora e' giusto che paghi il danno erariale allo Stato comminato dai giudici per violazione della normativa europea". E, "siccome sono sempre piu' i tribunali favorevoli ai risarcimenti - per mancata stabilizzazione, assegnazione degli scatti di anzianita' anche nel periodo pre-ruolo, conferimento dei mesi estivi e altro ancora - viene da chiedersi ancora per quale motivo ci ritroviamo per l'ennesmo anno nelle stesse condizioni".