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RIMINI: Il Papa al Meeting, 'combattere l'alzheimer spirituale'
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RIMINI: Il Papa al Meeting, 'combattere l'alzheimer spirituale'

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"C'è una malattia che può colpire i battezzati", l' "alzheimer spirituale": "consiste nel dimenticare la storia del nostro rapporto personale con Dio, quel primo Amore che ci ha conquistati fino a farci suoi. Se diventiamo 'smemorati' del nostro incontro con il Signore, non siamo più sicuri di niente; allora ci assale la paura che blocca ogni nostro movimento". È quanto si legge nel messaggio del Papa al Meeting di Rimini.

Occorre "non lasciarsi spaventare da fatiche e sofferenze, che fanno parte del cammino. Non ci è concesso guardare la realtà dal balcone, né possiamo rimanere comodamente seduti sul divano a vedere il mondo che passa davanti a noi in tv. Solo riguadagnando il vero, il bello e il buono che i nostri padri ci hanno consegnato, potremo vivere come un'opportunità il cambiamento d'epoca in cui siamo immersi, come occasione per comunicare in modo convincente agli uomini la gioia del Vangelo". 

I ritmi incalzanti della vita rischiano di far perdere di vista i temi veri dell'esistenza. "Tutto sembra scivolarci addosso, presi come siamo - prosegue il messaggio del Papa al Meeting - dall'ansia di voltare pagina in fretta. La vita si frammenta e rischia di inaridirsi. Per questo è prezioso ogni tanto fermarsi per considerare i grandi interrogativi che definiscono il nostro essere umani e che è impossibile ignorare del tutto".

"Non abbiamo spazi da difendere perché l'amore di Cristo non conosce frontiere invalicabili": è quanto si legge nel messaggio inviato a nome del Papa dal Segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, al vescovo mons. Francesco Lambiasi. "Uno dei limiti delle società attuali - prosegue il Papa - è di avere poca memoria, di liquidare come un fardello inutile e pesante ciò che ci ha preceduto. Ma questo ha delle conseguenze gravi. Pensiamo all'educazione: come possiamo sperare di far crescere le nuove generazioni senza memoria? E come pensare di edificare il futuro senza prendere posizione riguardo alla storia che ha generato il nostro presente? Come cristiani non coltiviamo alcun ripiegamento nostalgico su un passato che non c'è più. Guardiamo piuttosto in avanti fiduciosi. Non abbiamo spazi da difendere perché l'amore di Cristo non conosce frontiere invalicabili. Viviamo in un tempo favorevole per una Chiesa in uscita, ma una Chiesa ricca di memoria"