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CESENA: Lavori diga Mosul, partiti i primi operai Trevi

"Non è un cantiere come gli altri, lo sappiamo bene. Non abbiamo mai lavorato in una zona di guerra. Eppure in azienda c'è chi si è offerto volontario. Spinto dalla sfida, dalla grande opera da realizzare, dalle capacità richieste". Così Stefano Trevisani, 53 anni, ad del gruppo Trevi, primogenito del fondatore, Davide, intervistato dall'inserto economico del QN 'Economia e Lavoro' a proposito dell'appalto per mettere in sicurezza la diga di Mosul. "I lavori – spiega – dureranno un anno e mezzo, fino a ottobre dell'anno prossimo. Gli italiani saranno una settantina, i locali almeno 250. Poi stranieri di altre nazionalità". Il cantiere sarà pienamente operativo da metà settembre. Da quando è stata completata la diga ha avuto problemi nelle fondazioni. "Ci sono formazioni rocciose con strati di gesso che con l'acqua diventano solubili. Il ministero delle Risorse idriche è intervenuto con manutenzioni annuali". Fino al 2014 quando è arrivato l'Isis. "Riprenderemo la manutenzione che si faceva prima, certo con tecnologie più all'avanguardia".

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