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EMILIA-ROMAGNA: Edilizia pubblica, in commissione i nuovi requisiti di entrata e uscita

Favorire la rotazione nell’uso di un patrimonio pubblico. E' questo l’obiettivo della delibera della Regione Emilia-Romagna sui nuovi requisiti di entrata e di uscita dagli alloggi Erp, che la Giunta ha presentato in commissione Territorio, ambiente e mobilità.  La scelta è quella di non abbassare i limiti di reddito e di patrimonio, ma di introdurre un limite del 40% alla “soglia di arricchimento”.  

Quanto ai nuovi canoni, la cui entrata in vigore è prevista dall’1 gennaio 2017, la delibera di Giunta stabilisce quattro indicatori vincolanti: la qualità oggettiva dell’alloggio, la sua superficie calpestabile, l’ampiezza demografica dei Comuni e il fatto che l’alloggio sia collocato in territorio urbano o in frazioni.

Le forze di opposizione hanno sollevato diverse questioni di procedura sull’iter della delibera, chiedendo un rinvio della votazione: la richiesta è stata però respinta con il voto favorevole di Ln, M5s, Sel e Fdi-An e il parere contrario del Pd.

La delibera è stata poi approvata con il sì del Pd, il no della Ln e l’astensione di Sel, mentre Fdi-An e M5s hanno scelto di non partecipare al voto.

La commissione ha poi scelto di rimandare, per l’assenza della prima firmataria, il dibattito su una risoluzione sui limiti di reddito per accedere agli alloggi Erp, presentata da una consigliera del Movimento 5 stelle e in seguito sottoscritta da un consigliere di Forza Italia.

Obiettivo del documento è quello di “assoggettare ad una previsione di un margine di variabilità i limiti di reddito” per accedere alle graduatorie comunali stabilite dalla legge regionale in materia del 2001, in considerazione anche delle specifiche condizioni socioeconomiche dei diversi ambiti provinciali, e di “rivedere detti limiti di reddito necessari per il decadimento del diritto agli alloggi Erp”.

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