EMILIA ROMAGNA: Politiche turismo, si cambia, ecco come – VIDEO

 La Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato il progetto di legge che riforma la disciplina dell’organizzazione turistica regionale. Il testo definisce le attività della regione e l'esercizio delle funzioni conferite agli enti locali territoriali e agli altri organismi interessati allo sviluppo del turismo. La riforma del sistema di governance turistica vuole dare una risposta alle mutazioni del mercato nazionale ed internazionale e contribuire a rilanciare il settore turistico come uno degli asset primari dello sviluppo economico dell’Emilia Romagna. Per questo motivo il nuovo ordinamento, mantenendo fede ad alcuni fattori base della normativa previgente, soprattutto il sistema di cooperazione tra pubblico e privato, parte dai territori e dalle loro proposte per disegnare un nuovo modo di approccio ai mercati nazionali e internazionali e ai potenziali ospiti. Protagonista della definizione delle politiche turistiche è l’ambito territoriale di area vasta, che suddivide l'Emilia-Romagna in tre aree (romagna e ferrarese e le due aree emiliane nord e sud) che definirà i prodotti e le offerte sulle quali investire i fondi per la promo-commercializzazione, in stretta collaborazione tra gli enti locali e le aggregazioni private che si occupano di turismo. A livello locale le destinazioni turistiche di area vasta definiscono le strategie di sviluppo, di concerto con le rappresentanze dell’imprenditoria turistica private. La regione mantiene la programmazione e il coordinamento delle attività e iniziative per il turismo (attraverso atti d’indirizzo e linee guida). È confermato il ruolo strategico di Apt nella promo-commercializzazione, cui si aggiunge il coordinamento di progetti su prodotti di particolare rilevanza per l’Emilia-Romagna. La concertazione fra i soggetti istituzionali pubblici e privati del settore turistico avviene, a livello regionale, all’interno di una Cabina di regia. 

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