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EMILIA ROMAGNA: Terremoto, i nostri geologi in prima linea

Sono almeno una ventina i primi geologi dell’Emilia-Romagna che hanno messo a disposizione la propria professionalità per andare ad aiutare le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto. Lo annuncia l’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna (OGER), che in questa prima fase ha allertato i propri iscritti formati per operare in situazioni di emergenza, come previsto dall’accordo nazionale tra il Dipartimento di Protezione Civile e il Consiglio Nazionale dei Geologi.

Siamo profondamente scossi dal dolore delle popolazioni colpite dal sisma di questi giorni, anche perché sono ancora vive in noi le immagini di quanto vissuto nel 2012 nella nostra regione” dichiara Gabriele Cesari, presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna, che esprime “solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime, alla popolazione, ai volontari e ai soccorritori”. “Siamo pronti a scendere in campo per dare un contributo, mettendo le nostre competenze al servizio dei responsabili dei soccorsi. Il numero delle vittime è impressionante, ogni persona che perde la vita sotto le macerie ci ricorda che questo Paese, nei fatti, non ha ancora voluto imparare a convivere con i terremoti”.

Da numerosi geologi dell’Emilia-Romagna è arrivata, sia tramite OGER che tramite l’associazione GeoProCiv, una immediata e generosa disponibilità a partecipare alle operazioni di verifiche tecniche e ricognizione dei danni nei territori del sisma” aggiunge Antonio Di Lauro, responsabile Protezione Civile dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna. “Dopo l’esperienza del sisma 2012 nella nostra regione, oggi è diventata una prassi consolidata la presenza di un geologo in fase di ricognizione dei danni, strettamente connessi al comportamento del terreno e ai cosiddetti ‘effetti di sito’ che condizionano i comportamenti di edifici costruiti nello stesso modo ma in aree differenti”.

Dal presidente di OGER arriva poi un plauso alla proposta avanzata dal sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente. “Per parlare di prevenzione occorre umiltà – afferma Gabriele Cesari -, occorre innanzitutto riconoscere gli errori del passato che ci portano a essere impreparati oggi. Solo da qui si può ripartire per cambiare strada. In questo senso ritengo che la proposta più rilevante sia quella di Massimo Cialente, sindaco de L’Aquila, per un piano nazionale di ricostruzione antisismica che parta dalla conoscenza del patrimonio edilizio esistente. Proprio a L’Aquila, grazie all’accordo tra il Consiglio Nazionale dei Geologi e la Rete delle Professioni Tecniche, a settembre partirà la sperimentazione sul fascicolo di fabbricato che consente alle persone di conoscere l’effettivo rischio cui sono esposte nella casa in cui vivono o nel luogo in cui lavorano”.

Ci auguriamo – conclude il presidente di OGER Gabriele Cesari – che questo nuovo evento drammatico porti un radicale cambiamento culturale tale da incidere nei processi di pianificazione, progettazione e costruzione e che al prossimo terremoto non si debbano piangere altre vite umane. Se questo non avverrà, diventeremo un Paese sempre più arretrato, non al passo con lo sviluppo delle conoscenze e delle tecnologie oggi disponibili per permettere alle persone di convivere in tranquillità con il proprio territorio”.

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