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FORLÌ: Al 900fest i figli dei gerarchi nazisti più feroci

Sarà Roberto Pinza ad introdurre i tre “figli”, che portano cognomi così pesanti, ancor oggi, da meritare un racconto tutto per loro. Si tratta di Katrin Himmler, Niklas Frank e Lorenzo Pavolini.

Katrin, giornalista e scrittrice tedesca è la nipote di Ernst Himmler, fratello minore di Heinrich Himmler, una delle figure di spicco della Germania nazista e principale architetto dell’Olocausto. Ha scritto un libro sulla storia dei fratelli Himmler. Con lei nel convegno dal titolo “Le colpe dei padri”, previsto per le ore 17.00 nel Salone Comunale, all’interno del ricco programma del 900fest, il Festival di Storia del Novecento ci saranno Lorenzo Pavolini, nipote di Alessandro Pavolini, ministro della Cultura del governo Fascista, uomo di cultura e fedele a Mussolini fino alla fine e Niklas Frank, figlio di Hans Frank, avvocato nazista poi divenuto Governatore Generale della Polonia Occupata durante la Seconda guerra mondiale.

Le tre esperienze sono fra loro diverse, anche per motivi generazionali. Lorenzo Pavolini è il nipote di Alessandro, cioè il figlio del figlio e questo comporta un maggior distacco dal nonno. Frank è il figlio di Hans e ancora oggi dice “Grazie a Dio è stato giustiziato a Norimberga il 16 ottobre 1946. Sono contrario alla pena di morte, ma per mio padre farei un’eccezione ancora oggi. Almeno per una volta ho potuto sperimentare quella paura della morte che ha imposto milioni di volte a persone innocenti”. Altrettanto dure, accusatorie sono le parole di Katrin.

Fare i conti con la storia significa anche fare i conti con il proprio cognome per queste persone, così non stupisce che Pavolini oggi racconti “Mi sono chiesto cosa significasse per mio padre aver avuto un padre ammazzato e appeso in piazzale Loreto. Mio zio, il fratello di mio padre, ha scelto di cambiare cognome, si è sempre firmato con un altro cognome. Per quanto io sia convinto, per educazione, cultura, che avrei fatto scelte diverse da mio nonno, non posso assolutamente affermare con certezza che a vent’anni sarei stato esente dal fascino di quella narrazione”. Un fascino che portò milioni di persone in Europa ad aderire ai totalitarismi e che ancora fa discutere, pur prendendone le distanze che la storia e la memoria impongono. E il punto su cui anche il 900fest si interroga è come restituire oggi, a distanza di tempo, quella memoria, senza impoverirla e anzi facendone messaggio per il futuro?

E’ questo uno dei temi della giornata, che si aprirà con la lezione di Maurizio Bettini, dell’Università di Siena, alle ore 10.00 in Sala Nassiriya sul tema “Il mito e la colpa: il caso di Edipo”, proseguirà alle 15.00 con Alberto Melloni, che interverrà sul “Tribunale della Storia”, vedrà il suo fulcro nell’appuntamento delle 17 con “Le colpe dei padri” e si concluderà con una intervista che farà storia, quella di Wlodek Goldkorn ad Adam Michnik. Il giornalista e lo storico, entrambi polacchi si interrogheranno su “La problematica memoria del periodo post-comunista”. L’appuntamento è alle ore 21.00 nel salone comunale.  

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