IDEO) RIMINI: Industriali in trincea per il futuro di Carim

Sono passati pochissimi giorni da quando il comitato dei piccoli azionisti di Banca Carim, guidato dal Generale Enrico Cecchi, si era fatto sentire a gran voce criticando in maniera molto forte l'operato della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, con alla presidenza Massimo Pasquinelli. I piccoli azionisti, irrilevanti per legge ma rappresentativi di un importante numero di correntisti, avevano chiesto alla Banca d'Italia il commissariamento della fondazione stessa, suggerendo verifiche sulla idoneità del suo management, considerato lo stato di salute dell'istituto di credito e dei suoi fatti del passato. In queste ore si fanno sentire anche gli industriali riminesi, guidati da Paolo Maggioli. Secondo gli imprenditori, “la situazione (riguardo Carim, ndr) è sempre più preoccupante”, tanto da invitare l'azionista di maggioranza, cioè sempre la fondazione, a trovare un partner strategico per garantire un futuro di crescita alla banca, una via per superare l'impasse attuale. La stampa locale non ha mancato di definire questa presa di posizione come una sorta di “lotta tra i poteri forti della città” per il governo del più importante istituto di credito della città di Rimini, ma Unindustria sottolinea come la sua preoccupazione “venga da lontano”, tanto da aver portato, nell'occasione dell'elezione del cda della banca, a presentare una propria lista di candidati in “puro spirito di servizio”. Gli imprenditori sono rimasti colpiti dagli ultimi avvicendamenti nei quadri di Carim, segnale, secondo loro, di un serio stato di difficoltà in cui versa l'istituto. Sembrano dunque pesare le note vicende del passato, per una banca che sta soffrendo duramente per 40 milioni di euro di rettifiche sui crediti.

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