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RAVENNA: Crisi EU, Patuelli dice la sua e se la prende con Juncker

“Juncker non sta dando la spinta decisiva per una nuova carta costituzionale europea, dopo il naufragio di qualche anno fa”. Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente dell'Associazione bancaria italiana, nel corso di un confronto con Stefano Folli nell'ambito del festival Dante 2021 a Ravenna. Per il presidente dell'Abi, “senza una costituzione dell'Unione europea, la moneta unica e la vigilanza unica delle banche non dureranno molto”. Patuelli ha poi paragonato la situazione attuale dell'Europa a quella dell'inizio del Quattordicesimo secolo: “Dante fuggì da Firenze a Ravenna a causa di una guerra civile che aveva alla base l'intolleranza. Questo fa pensare a ciò che è in atto oggi in Europa, con la costruzione di muri che solo superficialmente servono a respingere gli immigrati dal sud del Mediterraneo, ma che in realtà puntano a bloccare la libera circolazione nell'area Schengen. La Brexit è avvenuta soprattutto per l'invasione di europei continentali in Gran Bretagna”.

“Temo che in Europa abbiamo un altro Enrico o Arrigo VII, anche lui di Lussemburgo, che si chiama Juncker”. Così prosegue il presidente dell'Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli che ha paragonato il presidente della commissione europea all'imperatore del Sacro Romano Impero nel quale il Poeta riponeva le sue speranze per una conclusione della guerra civile, e per poter rientrare a Firenze.  “Ma Arrigo fece ben poco – ha ricordato Patuelli – e il sogno di Dante non si realizzò. Anche oggi abbiamo una grande speranza verso un'iniziativa che però non avanza. Juncker ha fatto un bel discorso al Parlamento europeo, ma poi ha rilanciato il suo piano, nel quale i numeri non sono precisati. Sono andato a spulciare il resoconto degli investimenti del piano Juncker: per l'Italia – ha osservato il numero uno dell'Abi – quello più cospicuo è rappresentato dall'acquisto, in cinque regioni, di 40 treni elettrici. Non credo ci sia bisogno di un piano Juncker per questo”, ha concluso Patuelli che ha parlato anche di “un'Europa molto burocratica e poco democratica”. (ANSA).

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