RAVENNA: Crisi offshore, il settore lancia un nuovo allarme – VIDEO

L’associazione delle aziende ravennati che lavorano nel settore dell’offshore torna a lanciare l’appello per affrontare e risolvere la crisi che sta attanagliando il settore dell’offshore. Si aggiungono sempre più aziende alla lista delle attività in sofferenza e l’ultima, in ordine di tempo, a ricorrere alla cassa integrazione è stata la Hydro Drilling, con sede ad Alessandria, nella zona artigianale Bassette. Si tratta di un’attività che opera nella  perforazione petrolifera e geotermica ed è ricorsa ricorso agli ammortizzatori sociali per 106 dipendenti, quasi la totalità di coloro che lavorano nella sede ravennate. Di recente si sono incontrate le imprese, i sindacati e gli enti locali per fare il punto sull’offshore, preoccupati anche dal fatto che in pochi mesi chiuderanno l’attività altri tre impianti al largo della costa ravennate, con la conseguente ed inevitabile perdita di lavoro. E’ emerso come dal mese di giugno dello scorso anno si sia scesi da 6700 posti di lavoro agli appena 5800 della fine dell’anno, un calo degli occupati di circa il 13%. Ma ciò che preoccupa è la previsione per i prossimi mesi che ipotizza una diminuzione occupazionale del  27%. Diretta conseguenza di questi numeri col segno meno e la discesa del fatturato e dai due miliardi di euro di qualche anno fa si arriva ora con difficoltà agli 800 milioni. La Regione Emilia Romagna ricordiamolo si è schierata  contro il referendum sulle perforazioni e punta a sostenere la protesta dell’offshore ravennate che chiede al governo di adottare provvedimenti che permettano l’attività di manutenzione degli impianti entro le12 miglia, oltre questa distanza invece di poter effettuare la ricerca e l’estrazione

Condividi.

Notizie correlate