RAVENNA: Porto, si salva la sua autonomia – VIDEO

Il porto di Ravenna rimane autonomo. Così prevede lo schema del decreto legislativo emanato dal governo riguardo la riorganizzazione delle Autorità portuali. Si temeva, in vista della semplificazione, un accorpamento con il porto di Ancona,  anch'esso rimasto autonomo. Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci ha già espresso la sua soddisfazione per aver sventato l’accorpamento con  Ancona e per aver mantenuto l’autonomia dello scalo ravennate. «Un bel risultato per una città che è rimasta unita nel chiedere la propria autorità portuale, salvo qualche voce isolata e insignificante». Ravenna quindi sarà una delle 15 sedi previste e prenderà il nome di Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico centro settentrionale. Ancona, invece, sarà alla guida del Mar Adriatico centrale raccogliendo gli scali fino a Pescara, mentre Venezia e Trieste continueranno a governarsi in autonomia controllando rispettivamente l’Adriatico settentrionale e

quello orientale. Salvata l'autonomia dello scalo bizantino ora si comincia a parlare della sua gestione, in vista della  scadenza del mandato dell'attuale presidente dell'autorità portuale. Galliano di Marco. Già si vocifera l'arrivo di un commissario che sventa ogni possibilità di una proroga del mandato di Galliano. IL nuovo meccanismo di nomina del presidente rimarrà comunque vincolato alle norme indicate nel decreto. Sarà infatti il ministro a scegliere il presidente in collaborazione con il presidente della Regione.  Sparisce quindi il vecchio meccanismo dei tre nomi indicati dagli enti locali, e anche il comitato portuale composta da 20 componenti per lasciare spazio ad un organismo più asciutto con soli quattro membri.

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