RAVENNA: Presentato uno studio sui problemi di escavo del porto- VIDEO

Uno studio sul porto di Ravenna e il problema dell’escavo dei suoi fondali è stato presentato da Confindustria, che lo ha commissionato a Nomisma. Il numero uno di confindustria Ravenna, Guido Ottolenghi, nel commentare il lavoro degli analisti e dei tecnici che lo hanno redatto ha sottolineato come si tratti di uno “strumento molto utile per i prossimi mesi”, che propone diversi scenari di escavo e aree per le sabbie. Dunque un menù di possibili soluzioni”. “Se dallo studio, ha proseguito Ottolenghi, potesse scaturire, prima ancora che una soluzione, un metodo di lavoro e dibattito nella comunità portuale più pacato e cooperativo, sarebbe un grande risultato”. Presente fra il pubblico anche il presidente dell’autorità portuale ravennate, Galliano Di Marco. A ribadire ancora una volta come i due siano in rotta di collisione per quanto riguarda la gestione delle problematiche portuali ravennati, Ottolenghi, riferendosi ai due progetti di escavo presentati e, poi, bloccati, dall’ente portuale, ha affermato che “mai in questi quattro anni abbiamo sentito ammettere il benché minimo errore dall’Autorità Portuale, ente preposto al governo del porto, che a mio modesto parere deve ricordare che la sua missione è servire il porto, non asservirlo”. Lo studio presentato prevede due ipotesi per gli escavi dei fondali. Il primo con il dragaggio di 4,7 milioni di metri cubi di sabbia, 2 da portare in mare aperto e 2,7 verso altre destinazioni.  Tempo di realizzazione circa 6 anni, costo fra i 90 e i 126 milioni di euro. L’altro scenario, considerato più conveniente per il futuro del porto, prevede un maggiore escavo, 5,3 milioni di metri cubi di sabbia, 2 a mare e 3,3 in altri siti.  realizzazione in circa 7 anni con un costo fra i 157 e i 213 milioni.

 

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