RIMINI: Anfiteatro romano, cosa blocca la riqualificazione? – VIDEO

Un anfiteatro romano di grande importanza storica, testimonianza inevitabile della storia romana di Rimini, risalente al II° secolo D.C., uno dei pochissimi in opera esclusivamente laterizia, ampio quasi come il Colosseo. Forse tutto ciò non basta per decidere di valorizzarlo al meglio. Dove sorge e vive l'antica costruzione riminese c'è il Ceis, un Asilo Svizzero che, a 70 anni dal suo insediamento, sarebbe dovuto essere “provvisorio” sull'area archeologica in questione. Ma nulla di fatto, è ancora lì. Nonostante nel 2000 il Consiglio Comunale decise di approvare all'unanimità una mozione di Gioenzo Renzi, consigliere di Fratelli d'Italia, di trasferire l'Asilo Svizzero in un'altra area per consentire la ripresa degli scavi e riportare alla luce la parte interrata dell'anfiteatro. Quest'ultimo fu parzialmente ripristinato già negli scavi tra il 1926 e il 1939, ma poi nel 2012 la Giunta Gnassi, ad un anno dal suo insediamento, ha destinato l'area dell'Anfiteatro di 6.711 mq a scopi sociali con affidamento al settore politiche giovanili e servizi sociali. Ad oggi, la situazione non cambia. Recentemente il Consiglio Comunale ha respinto una mozione sempre di Renzi volta ad attuare le previsioni del PRG vigente e recepite nel PSC-RUE. Lo scopo della proposta del consigliere sarebbe stato quello di completare gli scavi e valorizzare i resti archeologici di epoca romana attraverso la demolizione degli edifici soprastanti. Ciò comporterebbe , ovvio, il trasferimento del Ceis. Sicuramente i fondi comunitari europei si troverebbero ma la volontà no. Quella è ancora dormiente.

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