RIMINI: Ortofrutta, è ripresa nei consumi – VIDEO

Il settore dell’ortofrutta, nel primo trimestre 2016, parte sotto una buona stella: +3% dei consumi. E soprattutto prosegue il trend di crescita già evidenziato lo scorso anno quando aveva chiuso il 2015 con un +3% (+3,7% della frutta e un +2,2% degli ortaggi).

In sostanza, dopo annate complicate (2013-2014), anche i primi mesi del 2016 parlano di una promettente spinta alla ripresa. Un nuovo corso? Solo i mesi a venire potranno confermare o smentire, ma sicuramente la tendenza di sostituire carni e prodotti lattiero caseari con frutta e verdura pare farsi sentire, propensione confermata dal costante aumento del numero di vegetariani e vegani.

Tornando all’ortofrutta il dato parla di un +3% dei volumi acquistati nel 1° trimestre 2016 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cifre si tratta di 1,95 milioni di tonnellate (circa 60.000 tonnellate in più rispetto al recente passato). A rivelarlo è il Macfrut Consumers’ Trend, lo speciale osservatorio messo in piedi un anno fa dalla fiera dell’ortofrutta in collaborazione con il Cso, focus sulle tendenze innovative del settore.

Analizzando nello specifico il trimestre 2016, a trascinare con maggiore energia l’ascesa è la frutta con il +4,7% ben oltre il milione di tonnellate. Gli ortaggi in maniera meno decisa, ma sempre positiva contribuiscono con un +1,4% e quasi 900 mila tonnellate.

Nel complesso quasi tutte le specie frutticole influenzano la crescita dei volumi del comparto. Il Macfrut Comsumers’ Trend ne prende in considerazione cinque come casi emblematici per il periodo dell’anno. Nello specifico le arance che vedono, da gennaio a marzo, il trimestre con i maggiori volumi acquistati da parte delle famiglie italiane e lo fanno con un incremento del +2% (circa 253 mila tonnellate). Alle loro spalle con 251 mila tonnellate troviamo le mele con il +4,4% sul 2015. Performance molto buone anche per le clementine, +11,4%, che risollevano, più in generale il trend degli agrumi. Anche le pere con il +9,8% danno una decisiva sferzata al comparto passando da 89 a 98 mila tonnellate. Il kiwi ritorna a registrare segno positivo (+1%), dopo un periodo più incerto. Proprio questi ultimi sono anche i frutti che vede la diminuzione del prezzo meno consistente rispetto alle altre specie in elenco, lo fa con una contrazione del -0,6% passando da 1,68 a 1,67€/kg. Anche le pere vedono una contrazione di 1 eurocent/kg (-0,8%), le mele passano da 1,25 a 1,23€/kg (-1,6%). Le diminuzioni di prezzo coinvolgono in maniera più decisa gli agrumi: le arance con il -2,4% e le clementine -2,3%.

Anche nell’ambito degli ortaggi la situazione è generalmente positiva, con l’unica eccezione dei finocchi. Analizzando invece le altre situazioni per le verdure di rilevanza nel periodo in esame, troviamo le patate con il +2,2% a 177 mila tonnellate (+6,6% nel prezzo medio), ma le performance migliori sono date dai pomodori +6,1% e cipolle +8% entrambe i primi registrano il -1,3% del prezzo medio di acquisto e le seconde un’incoraggiante -0,2%. Fuori scala i radicchi che in questo inizio di anno evidenziano il +16% sul primo trimestre 2015.

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