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ROMAGNA: Anche Giovanni Pascoli andava a prostitute

Giovanni Pascoli frequentò case di tolleranza? Pare di si. A sostenerlo è Rosita Boschetti che nel suo nuovo volume racconta particolari inediti della vita sentimentali del Poeta, dopo che, a distanza di cento anni, alcune lettere sono state desecretate.  Un libro che racconta un’altra storia che ribalta così un’immagine del Poeta di San Mauro Pascoli, comune romagnolo, sedimentata e consolidata da anni: quella di un Pascoli moderatamente attento al mondo femminile, poco virile o magari legato morbosamente alle sorelle. “Pascoli Innamorato. La vita sentimentale del Poeta di San Mauro”, volume di Rosita Boschetti, direttrice del Museo Casa Pascoli di San Mauro Pascoli, lo dice subito invece, a pagina 28: egli era, almeno in gioventù un frequentatore di case di tolleranza. Una scoperta sicuramente inaspettata, relativa al periodo giovanile del poeta, che emerge dal carteggio con il fratello Raffaele, precisamente da una delle 389 lettere secretate, contenute nel fondo pascoliano dell’archivio della Scuola Superiore Normale di Pisa, reso solo recentemente accessibile e svincolato. È lì che troviamo la lettera inequivocabile con la quale Giovanni annota, da Matera, tra le spese mensili «65 lire al mese per mangiare, 25 per dormire, 7 alla serva, 2 al casino (necessità), 15 in libri (più che necessità)».

Questa rivelazione è contenuta nel volume “Pascoli innamorato. La vita sentimentale del poeta di San Mauro”, che sarà presentato al pubblico domenica 13 dicembre alle ore 17,00 a San Mauro Pascoli a Villa Torlonia-Parco Poesia Pascoli (via Due Martiri, 2 San Mauro Pascoli- FC).

Una clamorosa scoperta dunque, che ribalta completamente il cliché imposto dalla tradizione, come sempre derivato dalla biografia ufficiale, quella di Mariù. La sorella, non poteva conoscere i fatti nella loro completezza, né avrebbe mai potuto fare trapelare qualcosa da lei giudicato sconveniente: il fratello non era però quel giovane sofferente ed emotivamente fragile, attaccato morbosamente alle sorelle, né tanto meno un uomo traumatizzato e avulso dalla realtà. Al contrario, questa rivelazione, oltre alla ricca documentazione raccolta nel libro sulla vita sentimentale del poeta, riporta l’immagine autentica di un uomo che, nonostante le  inquietudini e il dolore, non aveva rinunciato alla vita. Insomma, una rilettura della biografia pascoliana che si inserisce nel percorso di ricerca condotta in questi ultimi venti anni, proprio a San Mauro Pascoli, da una nuova generazione di studiosi, che contribuisce alla rivalutazione della vita del poeta, sotto aspetti inediti, mai rivelati, che vale la pena di riscoprire.

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