ROMAGNA: Animali selvatici, Coldiretti lancia l’allarme

L’ennesimo grave incidente stradale causato da animali selvatici, con un ciclista forlivese ferito dopo essere stato scaraventato a terra da un daino, ma anche la crescita dei danni provocati alle colture dagli animali selvatici, rendono quanto mai urgente e prioritaria una revisione della pianificazione/gestione faunistica della nostra provincia che metta mano con decisione alla disciplina normativa regionale che sovraintende tale pianificazione. Questo l’appello che Coldiretti Forlì-Cesena torna a lanciare alle istituzioni locali e regionali di fronte al moltiplicarsi dei danni provocati da cinghiali, storni, nutrie, corvidi ed altri animali. Con 207 mila euro di danni nel solo 2014, a livello regionale gli storni sono infatti gli animali selvatici che fanno più danni all’agricoltura subito dopo i cinghiali (227 mila euro di danni) e rappresentano da soli quasi il 15% dei danni alle colture, con l’aggravante che si tratta di colture di alta qualità e ad alto valore aggiunto, come la frutta. Già nel luglio scorso Coldiretti aveva sollecitato a più livelli un intervento radicale al fine di porre rimedio allo ‘squilibrio’ che caratterizza la pianificazione/gestione faunistica della nostra regione. “Il problema della caccia allo storno – spiega Coldiretti – scaturisce da un direttiva comunitaria che lo inserisce tra le specie in estinzione in alcune parti d’Europa. E’ un provvedimento che comprende anche l’Italia, dove però lo storno non solo non è a rischio, ma è in costante crescita, al punto da minacciare la biodiversità. In Italia sarebbe possibile reinserire lo storno tra le specie cacciabili facendo richiesta motivata all’Unione europea entro la fine del 2015”. A tal fine Coldiretti ha elaborato un documento per la revisione della pianificazione faunistico-venatorio sul territorio, nonché un’ipotesi di legge in cui sono inserite precise normative per affrontare le tematiche più urgenti legate al rapporto tra agricoltura, ambiente, biodiversità in un’ottica di sostenibilità, documenti poi consegnati a Prefetto e Assessore regionale all’Agricoltura

 

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