ROMAGNA: Carni rosse cancerogene? Ecco le rassicurazioni

“Seguire una dieta salutare significa soprattutto mantenere l’equilibrio tra gli alimenti, non eccedere”. Questo il messaggio lanciato dal professore Dino Amadori, direttore scientifico dell’istituto per lo studio e la cura dei Tumori di Meldola, a seguito del clamore generato dallo studio diffuso dall’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro sul rapporto tra tumori e consumi di carni rosse e insaccati. Secondo lo studio innescano o facilitano l’insorgenza di tumori, due importanti tipologie alimentari: le carni rosse (tra le quali si annoverano tutte le carni provenienti da mammiferi come mucca, manzo, maiale, vitello, agnello, montone e capra) e le carni lavorate (ovvero carni processate tramite salatura, affumicatura, fermentazione e addizionate con aromi o conservanti come insaccati, salsicce, wurstel, carni in scatola, carni essiccate). Indubbiamente, spiega Amadori, seguire un’alimentazione eccessivamente ricca di questo tipo di prodotti aumenta i rischi d’incorrere in tumori a colon, pancreas, stomaco e prostata. Carni rosse e insaccati, infatti, introducono nell’organismo i nitrati, elementi che nello stomaco si trasformano in nitriti e che, se si legano con le ammine presenti nel cibo, possono produrre, elementi molto dannosi per la salute. C’è però un dato che non viene mai messo in sufficiente evidenza, precisa Amadori: perché avvengano nello stomaco queste reazioni occorre un ambiente privo di acidità e dove vi sia scarsa presenza di vitamina C. Per inibire questa reazione chimica di sintesi è sufficiente introdurre, subito dopo il pasto, una spremuta di arancia o limone o pompelmo. Le carni rosse e gli insaccati non possono poi essere paragonati ad altri fattori di rischio, penso ad esempio al fumo, il più grande big killer. “Questi cibi devono” – conclude Amadori “comunque debbono essere assunti con moderazione e sempre in combinazione con cibi protettivi, ricchi di vitamina C e di antiossidanti, quindi con gli alimenti che caratterizzano proprio la nostra dieta mediterranea”.

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