SAN MARINO: Licenziamenti, tocca sempre agli italiani – VIDEO

Sono 1.212 i lavoratori italiani che, dal 2008, hanno perso il loro lavoro a San Marino, su un totale di circa 1.500 posti persi in totale nella piccola Repubblica. Lo sottolinea la consigliera regionale riminese del pdNadia Rossi, che ha presentato una risoluzione e precisando che la situazione è "dovuta principalmente a due fattori: da un lato le normative sammarinesi prevedono, nelle crisi aziendali, la salvaguardia delle maestranze residenti in territorio. Dall'altro, ancora oggi, i lavoratori frontalieri hanno una tipologia di assunzione che non prevede alcun tipo di stabilizzazione, rendendone più facile l'espulsione. Rossi ha chiesto che la Regione Emilia-Romagna coinvolga il governo perché finalmente Italia e San Marino trovino una linea comune in grado di stabilizzare le condizioni dei lavoratori frontalieri, che rappresentano una risorsa per entrambi gli stati, riconoscendo loro maggiori garanzie e trattamento equo. A San Marino per potersi iscrivere alle liste di avviamento al lavoro, spiega Rossi, è necessario essere anagraficamente residenti, e non viene tenuto conto in alcun modo della storia lavorativa della persona. Un aspetto che contrasta anche con la normativa Ue che regola la materia. Inoltre è tutto fermo dal 2011, scadenza fissata dalla precedente norma di stabilizzazione che collegava quest'ultima alla sottoscrizione dell'accordo economico/fiscale tra Italia e San Marino e all'uscita del Titano dalla black-list italiana. Condizioni tutte raggiunte, sottolinea la consigliera regionale, non vi sono quindi più ragioni per tenere bloccato il percorso di stabilizzazione dei lavoratori frontalieri italiani.

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