EMILIA-ROMAGNA: Terremerse, per Vasco Errani l’accusa chiede un anno di carcere – VIDEO

Un anno di carcere per Vasco Errani, l'ex presidente della regione Emilia-Romagna, e 14 mesi per i due dirigenti regionali implicati nel medesimo procedimento giudiziario. E' la richiesta avanzata dalla pubblica accusa nel processo bis per l'ormai arcinota vicenda terre emerse. Processo bis in quanto, dopo quello di primo grado che aveva mandati assolti i tre imputati, il processo d'appello, conclusosi con una condanna a carico di Errani che aveva risposto dimettendosi da governatore, è stato annullato dalla corte di cassazione che nelle motivazioni della sua sentenza ha letteralmente demolito l'impianto accusatorio che aveva portato alla condanna di Errani. Da notare che le richieste avanzate dalla pubblica accusa al termine del processo bis sono la fotocopia di quelle del primo processo d'appello. Segno che non pare siano emersi elementi che portino a modificare la posizione dell'accusa, già fatta a pezzi dalla cassazione. Sulla carta perciò tirerebbe aria di assoluzione per Errani, ma sarà solo la lettura del dispositivo di sentenza a dire l'ultima parola. La vicenda prese il via nel 2009 quando un articolo di giornale sollevò il caso di una finanziamento regionale da un milione di euro a favore, nel 2006, della cooperativa terre emerse, guidata al tempo da  Giovanni Errani, fratello di Vasco. Il presidente regionale rispose alle polemiche incaricando due dirigenti regionali di elaborare un documento in cui veniva riepilogato l'iter del finanziamento, per poi presentarlo spontaneamente alla magistratura. Passo che si rivelò un disastroso boomerang, perché proprio da quel documento i magistrati rilevarono gli elementi per supportare le ipotesi di reato di falso ideologico per Errani e falso e favoreggiamento per i  due funzionari, dando il via al controverso caso giudiziario.

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