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FAENZA: Lei lo rifiuta, lui la picchia, arrestato serbo 22enne

I Carabinieri della Compagnia di Ravenna, alle luci dell’alba di venerdì 13 novembre, hanno tratto in arresto un 22enne con l’accusa di violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale, violenza privata e maltrattamenti in famiglia. Nella prima mattinata è arrivata al 112 una richiesta di emergenza per una lite in corso all’interno di una abitazione, dove un ragazzo, un serbo classe ’93, stava dando in escandescenze davanti alla madre, alla sorella e alla compagna; i due ragazzi avevano trascorso la serata insieme, dopo che lui stesso era andato a prendere la compagna a Faenza. Una volta giunti a casa i due sono arrivati ad atteggiamenti intimi che però l’uomo deve aver equivocato; la ragazza infatti, man mano che le attenzioni si facevano più pressanti ha tenuto a precisare che non intendeva avere un rapporto sessuale, pertanto fermava le ambizioni del 22enne e si rivestiva. Dal diniego della donna nasceva una discussione che seppur accesa, inizialmente non è sfociato in null’altro che delle urla: quando però per lei si è rivestita per tornare a casa, il ragazzo ha perso la testa ed ha dapprima schiaffeggiato la compagna, in un secondo momento, quando quest’ultima è riuscita a divincolarsi e scappare alla porta, lui le ha bloccato fisicamente l’uscio frapponendosi con il proprio corpo. Anche il tentativo disperato di chiamare i Carabinieri con il proprio cellulare è andato a vuoto, dopo che il compagno le ha strappato di mano il telefono sbattendolo a terra con violenza, prima di riprendere spintonarla violentemente contro il muro. A questo punto però le urla sono state udite anche dalla mamma e dalla sorella del serbo che subito sono accorse in soccorso alla malcapitata e distraendo il ragazzo, sempre più fuori di sé, sono riuscite finalmente a chiamare il 112. Immediatamente sono giunti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile; purtroppo tutto ciò non è servito a placare le ire del giovane, che prima ha dato uno schiaffo alla sorella per aver contattato le forze dell’ordine e poi si è scagliato anche contro i militari intervenuti che si sono visti costretti ad immobilizzarlo per accompagnarlo in Caserma.  Al termine degli accertamenti è stato dichiarato in stato di arresto e trattenuto in camera di sicurezza. Giudicato per rito direttissimo nel tardo pomeriggio di ieri 13 novembre ha rimediato una condanna a 6 mesi di carcere, pena sospesa.

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