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FAENZA: Rapina alla Romagna Giochi, rumeni restano in carcere, si cerca il quinto uomo – FOTO

Al termine degli interrogatori di convalida eseguiti nei confronti delle quattro persone fermate dai Carabinieri di Faenza ritenute appartenenti alla banda di rapinatori che la notte del 15 gennaio ha assaltato la ditta “Romagna Giochi s.r.l.” di Faenza, il gip del tribunale di Ravenna con “ordinanza di convalida del fermo e contestuale applicazione di misura cautelare” ha disposto la misura cautelare coercitiva della custodia in carcere nei confronti del 28enne Girnita Radu, del 27enne Nistor Eugen Gelu e del 26enne Dervesteanu Ion Mihai, tutti originari della Romania. il loro connazionale 26enne Tudor Andrei Vlad è stato invece ammesso agli arresti domiciliari.

Con il provvedimento cautelare anzidetto il gip ha confermato il capo di imputazione provvisorio di “rapina aggravata in concorso”, naturalmente tutti dovranno anche rispondere del reato di “lesioni personali aggravate” procurate alla guardia giurata che durante l’assalto ai furgoni della ditta “Romagna Giochi” era stata colpita al petto da uno di componenti la banda con un palanchino per guadagnare la fuga. Il giudice ha dato atto della gravita del compendio indiziario a carico dei componenti della banda che uno dopo l’altro, in meno di 36 ore sono stati catturati dai Carabinieri di Faenza, che con la loro indagine hanno ricostruito sia la fase preparatoria della rapina, sia la fase esecutiva ripresa dalle telecamere della videosorveglianza. Inoltre, il gip ha sottolineato la “non comune capacità criminale” dei rapinatori, i quali oltre a pianificare il colpo si erano divisi i compiti fra chi doveva fare solo da palo e chi invece doveva entrare in azione ma soprattutto la loro “determinazione dell’affrontare la guardia giurata”, dimostrazione di “una collaudata capacita delinquenziale” dell’intero gruppo. Nel frattempo l'arma ha già avviato ulteriori indagini per “chiudere il cerchio” sul quinto rapinatore della “Romagna Giochi” ma soprattutto i militari non escludono che la stessa banda possa essere coinvolta in altri furti ai danni di abitazioni ed esercizi pubblici del faentino, commessi negli ultimi tempi.

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