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FORLÌ: 16enne suicida, dure ipotesi d’accusa per i genitori

La isolarono, la umiliarono, la fecero vivere in un clima di costante deprivazione affettiva e di solitudine, di totale svalutazione della personalità, affermando e dimostrandole che era una persona indegna di qualsiasi tipo di fiducia. E quando lei non ne poté più e minacciò di farla finita, la sfidarono ad uccidersi, dicendole che così avrebbe risolto i suoi problemi e anche i loro. Sono le dure ipotesi d'accusa che la procura di Forlì muove ai due genitori della ragazza di 16 anni che il 17 giugno 2014 si uccise, gettandosi dal tetto di un liceo classico della città. Per il padre e la madre della ragazza, il procuratore Sergio Sottani e il Pm Filippo Santangelo hanno chiesto il rinvio a giudizio con le accuse di maltrattamento e istigazione al suicidio. Secondo l'ipotesi accusatoria anche dopo la morte, avrebbero proseguito nel loro comportamento di disinteresse “lasciandola nuda e senza vestiti in cella frigorifera per giorni, impedendo ad amici e parenti di visitarla presso la camera mortuaria”. Non le diedero neppure gli onori del funerale, sottolineano i Pm, “disponendo che la salma venisse cremata senza alcuna visita e senza alcun sentimento di pietà per la defunta”. 

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