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FORLÌ: Caso Pantani, la famiglia contraria all’archiviazione

La famiglia di Marco Pantani attraverso l’avvocato Antonio De Rensis, ha depositato ieri in tribunale a Forlì opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla procura dell’inchiesta sulla esclusione del Pirata dal Giro d’Italia del 1999. Lo scrivono alcuni quotidiani locali. L’inchiesta bis sull’ipotesi di complotto sul Giro era nata dall’idea che Pantani il 5 giugno a Madonna di Campiglio fosse stato incastrato dalla criminalità organizzata: bisognava, in sostanza, eliminare chi stava dominando il Giro perché era favorito nelle puntate degli scommettitori, e per farlo si sarebbe alterato il valore dell’ematocrito nel sangue del ciclista. I pm, procuratore capo Sergio Sottani e sostituto Lucia Spirito, hanno chiesto al giudice l’archiviazione dell’inchiesta per i reati di associazione a delinquere finalizzata a minacce, estorsione e frode sportiva. Come i colleghi di Rimini che indagavano di nuovo sulla morte di Pantani, i Pm di Forli’ hanno definito gli accertamenti ritenendo di non aver elementi per sostenere un processo. L’ombra di un intervento della camorra sul Giro d’Italia del 1999 e’ rimasta tale, un sospetto, forse anche credibile, ma non percorribile, nè perseguibile penalmente. Ma come avvenuto a Rimini, anche a Forlì la famiglia ha deciso di opporsi alla decisione, che spetterà infine ad un Gip. “Adesso aspettiamo la decisione del giudice – ha detto De Rensis al Corriere Romagna – E’ chiaro che la nostra volontà  è che le indagini proseguano e che si valuti l’estorsione, reato per il quale la prescrizione scadrebbe nel giugno 2019”.

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