FORLÌ: Crac Sapro, al via il processo – VIDEO

Un buco di circa 110 milioni di euro. E' quanto accumulato dalla società pubblica Sapro, dichiarata fallita nel 2010.  Un fallimento che ora è arrivato nelle aule del tribunale di Forlì. 22 le persone a vario titolo accusate di bancarotta fraudolenta patrimoniale per dissipazione e distrazione, ricorso abusivo al credito e false comunicazioni sociali. Coinvolti i vertici di Sapro nei vari anni della sua attività, amministratori locali, esponenti di associazioni di categoria, professionisti e imprenditori   Ieri, dopo una prima udienza interamente dedicata a questioni procedurali, è iniziato il processo vero e proprio con l'audizione dei primi testi. Sapro, nata nel 1995 con proprietà interamente pubblica e cioè i comuni di Forlì, Cesena, Forlimpopoli, bertinoro, Santa Sofia e Galeata, la provincia di Forlì-Cesena e la locale camera di commercio, aveva come scopo l'acquisto dai privati di terreni per poi tramutarli in aree attrezzate industriali e artigianali da cedere a prezzi calmierati, favorendo in questo modo lo sviluppo industriale e artigianale. Secondo le ipotesi d'accusa, invece, le operazioni immobiliari sono andate in ben altra direzione. Per la guardia di finanza che ha condotto le indagini sotto al coordinamento della procura di Forlì, Sapro era infatti uno strumento in mano ad amministratori infedeli per effettuare una serie di attività antieconomiche illecite e in molti casi aventi come fine ultimo il lucro personale. Da qui, sempre secondo le ipotesi d'accusa, acquisti di terreni a prezzi ben maggiori di quelli considerati di mercato, rimasti poi in parte invenduti, provocando anno dopo anno la voragine nei conti della società. Ipotesi nettamente contestate dai legali degli accusati. Prossima udienza il 16 maggio.  

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