FORLÌ: Morte 84enne, ecco come è stato chiuso il caso – VIDEO

“Abbiamo chiuso il caso con una indagine di tipo classico. Quella che si vede di tanti film: raccogliendo il maggior numero possibile di testimonianze per poi restringere sempre più il cerchio attorno ai possibili sospetti”. Così il comandante provinciale dei carabinieri di Forlì-Cesena, colonnello Luca Politi, ha sintetizzato durante una conferenza stampa l’attività degl’investigatori dell’arma che ha portato all’ arresto del tunisino Tarek Ben Ali, 32 anni, considerato l’autore dell’omicidio di Rino Benini l’anziano 84enne, ritrovato cadavere lo scorso 3 dicembre nella sua abitazione a Santa Maria Nuova. Il magrebino, già condannato per droga e la cui moglie di recente era morta per overdose, dovrà perciò rispondere delle ipotesi di reato di omicidio volontario e tentata distruzione di cadavere. Secondo quanto precisato dai militari le indagini si sono ben presto indirizzate verso il Ben Alì che sin dai primi momenti, quando lui stesso aveva dato l’allarme perché l’anziano non rispondeva alle insistenti scampanellate, aveva mostrato una preoccupazione palesemente “recitata”. Sospetti notevolmente accresciuti quando l’autopsia ha verificato l’assenza di fumo nei polmoni della vittima, che dunque era già morto quando si era innescato l’incendio della coperta che ricopriva il corpo dell’84enne. Incendio perciò, grazie alle tracce di una sostanza a base di alcol, di origine dolosa e provocato per tentare di ostacolare le indagini. Chiarito anche il movente. Ben Ali, che da circa un mese era ospite del Benini, entrato in possesso del bancomat e del pin dell’anziano, ha effettuato un prelievo di 600 euro dallo sportello postamat di Pievesestina di Cesena. Ammanco scoperto dal Benini, e da qui sarebbe scaturita una lite terminata in omicidio.

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