FORLÌ: Pantani, archiviata anche l’inchiesta su Campiglio – VIDEO

L’ipotesi è credibile, ma non dimostrabile. Si spegne anche l’ultima speranza per la famiglia di Marco Pantani, e per i tanti sostenitori che non hanno mai smesso di credere che il campione non fosse un dopato, di vedere riabilitata la memoria del pirata. Il giudice Monica Galassi ha archiviato il fascicolo sull’inchiesta riguardante l’esclusione dal Giro d’Italia del ciclista romagnolo. Quel 5 giugno 1999, quando Marco si preparava a chiudere in trionfo il Giro, fu fermato a Madonna di Campiglio per un valore di ematocrito troppo alto. La Procura forlivese ha ammesso che è credibile l’ipotesi secondo cui i medici autori del prelievo antidoping abbiano alterato i dati dopo le minacce della camorra, interessata alla sconfitta del campione per un giro vorticoso di scommesse. E le intercettazioni raccolte in due anni di indagini condotte dal procuratore Marco Sottani lo dimostrano, diversi malavitosi avrebbero concordato di incastrare il pirata per guadagnare miliardi sul mercato del gioco. Nonostante lo sforzo degli inquirenti, però, non ci sono elementi idonei a identificare gli autori dei reati ipotizzati, ossia truffa ed estorsione. Quindi è probabile che Pantani sia stato vittima di un complotto, sì, ma le prove non sono sufficienti. La decisione del Tribunale di Forlì arriva a un mese dall’archiviazione dell’altra inchiesta sull’ipotesi di omicidio nel residence di Rimini nel 2004. A dodici anni dalla scomparsa del campione di Cesenatico, quindi, il fango sulla sua memoria non viene lavato via, ma le sue imprese sportive rimangono scolpite nella storia del ciclismo. 

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