truffa_anziani02

RAVENNA: Arrestati due giostrai, da mesi tormentavano una 80enne

I Carabinieri della Compagnia di Ravenna hanno tratto in arresto due cittadini italiani che dal mese di ottobre 2015, continuavano a togliere soldi ad una anziana signora di Mezzano; i due, in circa un mese e mezzo, hanno commesso truffe, rapine ed estorsioni in danno della donna.

Tutto è iniziato una mattina di fine ottobre, quando una 80enne residente a Mezzano, ha avuto un piccolo incidente alla guida della propria autovettura: subito dopo aver urtato un ostacolo fisso in cemento infatti, era avvicinata da due uomini che si offrivano di aiutarla, riparandole il veicolo e riaccompagnandola a casa. L’anziana, forse ancora confusa per l’accaduto, si faceva convincere dalle proposte dei due sconosciuti fino al punto di fidarsi a consegnare loro le chiavi della macchina e a salire a bordo dell’auto del complice. Sana e salva nella propria abitazione e con la macchina già in riparazione, la signora non immaginava lontanamente che tanta generosità da parte degli uomini, si sarebbe poi rivelata una truffa.

Il giorno successivo si presentava infatti il sedicente meccanico che per una riparazione, per altro insignificante, chiedeva alla donna una cifra di circa 1.000€. Presa in contropiede l’anziana riferiva che avrebbe volentieri pagato quanto dovuto ma in un’altra occasione per mancanza di contanti in quel momento. Il truffatore così il giorno dopo si ripresentava presso l’abitazione per ritirare per intero la cifra richiesta e forse, proprio in quell’occasione, deve aver maturato l’idea che la donna non avesse alcun parente e che la situazione potesse essere sfruttata a lungo se ben coltivata.

Giunti ormai nel novembre ultimo scorso infatti in una nuova visita, apparentemente fatta per cortesia, l’uomo si è spinto sino al punto di rapinare la vittima all’interno dell’abitazione. A suon di spintoni le strappava di dosso tutti i monili in oro che indossava in quel momento; anche quel gesto però fu mascherato con gentilezza, avendo detto il rapinatore, mentre usciva di casa con la refurtiva, che lo avrebbe riconsegnato in futuro.

La donna ha trovato la forza di raccontare tutto alla figlia, che non appena ascoltato l’incredibile vicenda, anche comprensibilmente preoccupata per eventuali rischi sull’incolumità della madre, si è recata presso i Carabinieri della Stazione di Mezzano dove ha raccontato per filo e per segno tutta la vicenda: la donna, visibilmente provata nel ricostruire i fatti, ha perfettamente reso l’idea di quale sia il dramma nell’odioso reato delle truffe agli anziani, persone che ripongono la massima fiducia in una mano protesa in aiuto e per questo più facilmente attaccabili.

Dal momento della denuncia, avvenuta a fine novembre, la vicenda è stata seguita con scrupolo dai Carabinieri di Mezzano e da quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile, che si sono affiancati nelle indagini; la anziana donna è stata sempre tenuta sotto osservazione in attesa che potesse ricevere una ulteriore visita dell’uomo, che nel frattempo è stato identificato, e procedere così al suo arresto.

La svolta è arrivata nella mattinata di venerdì 4 dicembre, quando il malvivente ha telefonato alla donna preannunciando la sua visita; immediatamente si è attivato il dispositivo dei Carabinieri che in abiti dissimulati, hanno atteso l’uomo, avendo cura di sorvegliare sempre la donna, nel timore che potesse essere vittima di violenze. L’uomo si presentava così nuovamente presso l’abitazione ponendo addirittura in essere una estorsione. Per la restituzione dei gioielli, oggetto della rapina perpetrata solo poche settimane prima, l’uomo ha preteso in riscatto una cospicua somma di denaro; la donna ha consegnato il contante ma non appena l’estorsore ha afferrato le banconote, i militari sono intervenuti bloccandolo ed impedendogli la fuga. All’esterno, ad attenderlo, era presente un complice che non si è limitato soltanto ad accompagnarlo, ma ha anche fatto da palo e lo ha coadiuvato nel controllare che tutta l’area fosse libera da sguardi indiscreti prima di entrare in azione; è ancora in fase di accertamento se il palo sia anche il complice della prima truffa, ma non è da escludersi che i due “lavorino” insieme abitualmente. Si tratta infatti di due cittadini italiani sui 50 anni, giostrai residenti nel ravennate, con numerosi reati contro il patrimonio tra i quali appunto rapina, estorsione, furto in abitazione ed altro; sono stati tratti in arresto entrambi in flagranza di reato per estorsione aggravata in concorso, ma per il primo uomo sono stati rubricati anche tutti i reati che la vittima aveva subito nei mesi precedenti, compresa la truffa poiché, come certificato in seguito da un vero meccanico, la macchina non era mai stata riparata.

Sono stati accompagnati presso la casa circondariale di Ravenna in attesa dell’interrogatorio di garanzia e dell’udienza di convalida.

La brutta storia, iniziata con una truffa, ha conosciuto un lieto fine grazie al coraggio dell’anziana donna che ha riferito tutta la vicenda alla figlia: purtroppo in molti casi tutto ciò non accade, spesso le vittime sono imbarazzate e non denunciano l’accaduto facendo si che purtroppo ancora numerosi episodi che restano impuniti. Oltre a tutte le precauzione e le accortezze del caso, che in più occasioni i Carabinieri hanno indicato ed illustrato alla cittadinanza, ora al termine di funzioni religiose ora in incontri dedicati, è importante che questi reati vengano segnalati senza timore di pregiudizi da parte delle vittime la cui fattiva collaborazione, come nel caso raccontato, è determinante per assicurare alla Giustizia i criminali ed arginare l’odioso fenomeno.

Condividi.

Notizie correlate