RAVENNA: Daniela Poggiali condannata all’ergastolo

Ergastolo senza isolamento diurno per l’ex infermiera Daniela Poggiali. Dopo ben sette ore di camera di consiglio, ecco la sentenza di primo grado dei giudici popolari. Fra trenta giorni saranno rese pubbliche le motivazioni della sentenza. Prevedibile il ricorso in appello da parte della difesa dell’ex infermiera.
La donna era accusata di aver ucciso con un’iniezione di cloruro di potassio la paziente 78enne Rosa Calderoni. La corte d’Assise è composta da otto giudici: due togati , il presidente Corrado Schiaretti e il giudiceca latere, andrea galanti e sei popolari. Questi ultimi sono stati estratti a sorte tra i cittadini iscritti in un apposito albo. Tutti e otto assieme formano un unico collegio e decidono in maniera congiunta sia sulle questioni di merito che su quelle di diritto contribuendo alla sentenza con parità di voto. I primi a votare sono i popolari a partire dal più giovane. Non è necessario che la decisione sia unanime. E nel caso di parità, prevarrà la sentenza più favorevole all’imputata.

Nella requisitoria del 26 febbraio scorso il Pm, Angela Scorza ha chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per un anno e mezzo per l’imputata perché «ha ucciso con premeditazione, per futili motivi ed usando un mezzo venefico». La difesa, invece, nella sua 
arringa del 4 marzo ha sottolineato come manchino prove certe 
della sua colpevolezza. Volge al termine il processo che ha avuto un’ eco mediatica senza precedenti. Difficile ipotizzare quale sarà la decisione della corte presieduta dal giudice Corrado Schiaretti che, in cinque mesi, ha ascoltato una cinquantina di testimoni, tra personale medico, infermieristico, ma anche consulenti statistici, il fidanzato della Poggiali e l’imputata stessa che, il 4 dicembre scorso, per tre ore, ha risposto alle domande del Pm rigettando le accuse di essere un’assassina e una ladra. 
Quella di primo grado è una sentenza non scontata nonostante, come sottolineato dal legale della Poggiali, Stefano Dalla Valle, «l’imputata sia già stata condannata dalla stampa da tempo per le due foto choc che hanno fatto il giro del mondo». 

Samuele Staffa – Settesere TR24.IT

 

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