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RAVENNA: Tamponamento mortale, “L’auto sprigionava energie negative”

"L'auto sprigionava energie negative e per questo l'ho tamponata". Questa la folle motivazione data da Antonio Salvatore di Camillo, il 53enne che la notte del 6 settembre 2014 sulla via Baiona a Porto Corsini andò a speronare l'auto che lo precedeva, ferendo gli occupanti della vettura e provocando la morte, dopo qualche giorno di agonia, della 44enne Elena Zanzi. Il 53enne è stato prosciolto ieri al termine di un'udienza preliminare in tribunale a Ravenna perché non è imputabile e due perizie lo hanno ritenuto incapace di intendere e di volere.  Per lui ora si aprono le porte di una clinica psichiatrica con l'obbligo di assumere i medicinali prescritti. Ricordiamolo che l'incidente avvenne verso le tre del mattino e il 53enne a bordo di una Bmw tamponò con violenza la Honda Jazz su cui viaggiava Elena Zanzi, sul sedile posteriore, insieme ad altri quattro amici.  L'uomo poi scappò per poi ripresentarsi poco dopo affermando di essere convinto di aver investito un cervo. Il padre della vittima Elena Zanzi chiede che la tragedia non resti impunita e visto che non è possibile infierire su una persona malata, occorre però trovare i colpevoli, come ad esempio chi ha concesso la patente ad una persona che da tempo soffre di disturbi bipolari e che quindi non dovrebbe essere autorizzata a guidare una vettura. In futuro saranno poi da definire anche i danni morali richiesti dalle altre quattro persone che erano a bordo della vettura speronata e che riportarono lesioni tra gli 8 e i 21 giorni. 

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