RIMINI: Acquarena e Tecnopolo della moda, appalti nella bufera – VIDEO

Sono solo dei progetti, ancora devono nascere ma già fanno tanto discutere. La Guardia di Finanza di Rimini sta procedendo a pieno ritmo con le indagini sui due maxi appalti assegnati dal Comune, il Tecnopolo della moda in via Campana e la nuova piscina comunale Acqua Arena. Valore complessivo? 17Milioni di euro. L'indagine è viva e vegeta soprattutto alla luce della relazione mandata alla procura di Rimini dall'assessore ai Lavori pubblici Roberto Biagini. Ma ricapitoliamo quanto successo finora. Tutto è iniziato in seguito all'esposto avanzato da alcune imprese che avevano partecipato alle gare d'appalto diversi mesi fa. I dubbi di queste sulle procedure inerenti la gestione dei due maxi appalti hanno portato all'esposto in Procura e da qui è iniziata poi l'11 febbraio scorso l'indagine delle Fiamme Gialle. Proprio quel giorno gli uomini della Finanza si presentarono negli uffici del Comune per acquisire gli atti sulla vicenda in oggetto. Da quanto emerge e da quanto riportato da diversi quotidiani locali, alcuni imprenditori si sarebbero mossi prima chiedendo spiegazioni proprio a Biagini dopo aver partecipato alle gare d'appalto. Questi avrebbero lamentato alcune irregolarità nonché la presenza di persone inadatte e senza alcun titolo ad occuparsi degli appalti. L'assessore riminese ai Lavori pubblici si sarebbe così attivato attraverso una verifica interna con i suoi uffici e poi informando la Procura su come verrebbero gestite le gare d'appalto nelle stanze di Palazzo Garampi. Nell'esposto presentato dalle aziende spunterebbe un funzionario del Comune ma al vaglio dell'inchiesta ci sarebbe anche la posizione di due dirigenti comunali. Insomma, una patata a dir poco bollente, destinata a far parlare di sé.

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