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RIMINI: Crack Aeradria, dopo le richieste di rinvio è caos politico – VIDEO

Tutti se lo aspettavano, ma forse non così presto. E’ un vero e proprio caos politico in queste ore a Rimini a causa delle richieste di rinvio a giudizio di ben 19 persone, tutti esponenti di riminesi di spicco di politica e società sia di oggi che di ieri, atti che arrivano dopo la maxi-inchiesta attorno al crack di Aeradria, l’ex gestore dell’Aeroporto Federico Fellini. La procura, dopo le indagini della Guardia di Finanza, contesta gravissime accuse tra le quali l’associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e alla commissione di reati fallimentari, abuso d’ufficio e truffa aggravata per l’erogazione di fondi pubblici. In sostanza, secondo i magistrati, si sarebbe dato corso a pratiche illecite volte a sostenere a tutti i costi lo scalo aeroportuale andando a gravare sulle spalle dei contribuenti. L’unico personaggio di spicco ancora in carica per cui arriva la richiesta di rinvio a giudizio è Andrea Gnassi, sindaco del capoluogo e presidente della provincia, che in una nota ha sottolineato come secondo lui l’intero impianto accusatorio sia privo di elementi, indicando come finalmente potrà dire la sua davanti ad un giudice terzo nel momento in cui inizierà il processo, presumibilmente verso febbraio. Ma il coinvolgimento del primo cittadino interroga non poco il mondo politico. In attesa di reazioni interne al Partito Democratico, si fanno sentire i 5 Stelle che chiedono a Gnassi di ritirare la propria candidatura per le prossime amministrative. “Un vaso di pandora dal quale esce solo roba che puzza” questa la dura dichiarazione di Marco Affronte, europarlamentare grillino, che invitando il sindaco ad passo indietro lo esorta a rifarsi qualora ne uscirà pulito.

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