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RIMINI: Crack Aeradria, restituiti 500mila euro a Cagnoni

Nella vicenda del processo Aeradria il Gup del Tribunale di Rimini, Vinicio Cantarini, accogliendo l'istanza presentata lo scorso 29 aprile dai suoi legali, ha "disposto l'immediato dissequestro e l'immediata restituzione di 500.000 euro" al presidente di Riminifiera, Lorenzo Cagnoni. E' quanto si legge in una nota degli avvocati Cesare e Roberto Brancaleoni, che spiegano anche che l'importo del sequestro era di 650.000 euro, rideterminato rispetto agli iniziali 749.000 euro. "Sin dall'esecuzione del sequestro abbiamo sostenuto, sulla base di recente giurisprudenza della Suprema Corte, – scrivono i difensori di Cagnoni – che il sequestro non può essere moltiplicato per il numero degli indagati, come invece avvenuto in questo processo, e che al nostro assistito era stata ingiustamente sequestrata l'intera somma. Ora – argomentano – il Guo, peraltro con il parere favorevole della Procura, ha condiviso la nostra posizione ed ha finalmente disposto la restituzione". Quindi, prosegue la nota, "restiamo comunque convinti che verrà in seguito acclarata la piena innocenza del nostro assistito e verrà disposta la restituzione anche del residuo in sequestro, se è vero che la Suprema Corte, con la sentenza 1130/16, ha affermato: 'certamente poi non può essere ravvisata, allo stato, la responsabilità del presidente della Palazzo dei Congressi (Cagnoni) per il fatto che altri contratti erano simulati, atteso che quello oggetto di contestazione era reale e sembra aver avuto esecuzione'".

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