RIMINI: Frode Iva all’aeroporto. Tra gli indagati anche un noto gioielliere riccionese – VIDEO

Avrebbero messo in piedi un sistema che sfruttava il regime di "tax free" per acquistare articoli di lusso senza Iva e poi rivenderli in Italia, in nero, o spedirli all'estero attraverso canali non regolari. L'inchiesta dell'Ufficio delle Dogane di Rimini coinvolgerebbe diversi cittadini russi e un noto gioielliere riccionese. Sono partiti i primi avvisi di conclusione indagini ad alcuni tra i diciassette indagati, italiani e russi che, secondo gli accertamenti della Guardia di finanza di Rimini avviati nel 2011 erano i protagonisti di tali finte esportazioni all'aeroporto. Il "tax free" permette di acquistare oggetti senza Iva (in questo caso al 22%) a cittadini residenti fuori dalla Comunità europea. Per effettuare questa operazione si deve però dimostrare che il bene esce dall'Italia con la persona che l'ha comprato. In questo passaggio decisivo, le "fiamme gialle" hanno scoperto che entravano in gioco due funzionari dell'Ufficio delle dogane in servizio all'aeroporto Federico Fellini di Rimini: il loro "ruolo" era quello di apporre il timbro per dimostrare che il bene era effettivamente uscito dal nostro paese. In realtà, orologi e altri oggetti di lusso, rimanevano in Italia e seguivano due rotte: una parte veniva rivenduta in nero e una parte veniva trasportata all'estero, soprattutto in Russia, attraverso uno spedizioniere complice, violando fra l'altro il pagamento dei dazi doganali applicati dai paesi extracee. Il Nucleo tributario della Guardia di finanza, che ha condotto l'indagine, ha motivo di ritenere che una parte fosse destinata a cittadini privati, mentre l'altra veniva probabilmente rivenduta in attività commerciali. Le accuse nei confronti dei diciassette indagati vanno a vario titolo da falso in atto pubblico, corruzione, violenza privata, estorsione e ricettazione. 

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