RIMINI: Ipotesi usura, noti bancari nei guai – VIDEO

In un periodo in cui l’immagine del mondo bancario è in seria sofferenza, dal riminese arriva la storia del coinvolgimento di due massimi esponenti della Banca di Credito Cooperativo della Valmarecchia, rinviati a giudizio con l’ipotesi di usura. Tutto iniziò qualche anno fa quanto l’istituto di credito accordò ad una azienda di San Leo, un credito di circa un milione di euro come anticipo sulle fatture. Per tale operazione, la Eurocom, aveva firmato alcune lettere di fidejussione. Complice la crisi, l’azienda fallì e la banca si vide costretta a richiedere un decreto ingiuntivo per ottenere parte del prestito. I due imprenditori avevano però poi deciso di denunciare la BCC. I magistrati hanno quindi deciso oggi il rinvio a giudizio per Fabio Pula, presidente dell’istituto e per Davide Brigliadori, responsabile dell’ufficio fidi. Secondo il decreto che dispone il giudizio, la banca avrebbe applicato un tasso effettivo globale medio di oltre il 38%.

“Sono sereno, dimostrerò la mia correttezza” – così risponde il presidente della Banca Pula, ricordando come la recente causa civile abbia già escluso responsabilità penali, mentre ha ricordato come sarebbe impossibile applicare tali tassi, di fatto bloccati dai sistemi automatici bancari. Secondo Pula ed i suoi avvocati difensori si sarebbero sbagliati i calcoli, escludendo categoricamente che in tutto questo possa essere presente l’usura.

Immagini realizzate da Manuel Migliorini – Adriapress

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