RIMINI: Liquami in mare, quattro a processo – VIDEO

Avrebbero permesso lo sversamento in mare di liquami e ora sono accusati di danneggiamento di acque pubbliche. I protagonisti della vicenda sono tre dipendenti del Comune di Rimini e il socio di una ditta di smaltimento rifiuti. La vicenda risale al 2012 e il tratto di battigia interessato fu quello tra i bagni 27 e 28. Ma andiamo con ordine. Secondo la procura, nel giugno di quell’anno, attorno alle 4 del mattino, il personale del nucleo Ambientale della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale avrebbe colto sul fatto un dipendente dell’Ecodemolizioni con un escavatore meccanico. Questo, avrebbe effettuato un taglio sul bagnasciuga al fine di consentire, ai liquami presenti nel canale Ausa, di defluire in mare. Sempre secondo gli inquirenti, la ditta avrebbe lavorato appositamente di notte per non essere vista e con il beneplacito del Comune. Dalle informazioni emerse dalle indagini, a causa di un malfunzionamento della pompa di ricircolo posta nel canale Ausa tra le paratie di sfioro e il mare, si era formato un ristagno di liquami. La ditta sarebbe stata incaricato dai due dipendenti comunali di riprofilare il canale nella parte compresa tra la battigia e il mare per consentire il deflusso nell’Adriatico. Per la Procura, nessuno si sarebbe posto il problema se quei liquami formatisi fossero stati inquinanti, e non si avvisò, altresì, l’autorità sanitaria al fine di emettere il necessario divieto di balneazione.

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