RIMINI: Omicidio Rivabella, il gip convalida l’arresto dei tre albanesi – VIDEO

Ha cercato di salvare la nipote ed è morto ammazzato sul lungomare di Rivabella per mano di alcuni suoi connazionali la sera del 24 maggio. Il 42enne idraulico albanese che viveva a Rimini, Petrit Nikolli, è stato freddato da un colpo di pistola alla nuca in un istante ed ora è certo che gli arrestati, Lek, Edmon e Altin Preci, accusati dell’omicidio dell’uomo, resteranno in carcere. Il giudice per le indagini preliminari di Milano ha, infatti, convalidato l’arresto dei tre. Gli è costata la vita il tentativo di liberare la nipote 20enne dai maltrattaenti del marito, portandola in riviera. Quel gesto è stato percepito come un sopruso dalla famiglia di lui che, mercoledì scorso, si è messa in viaggio per la “spedizione punitiva”. Secondo le indagini delle forze dell’ordine, a sparare sarebbe stato Lek Preci, il 48enne suocero della nipote di Nikolli. Questo si sarebbe procurato la pistola all’insaputa dei figli e una volta arrivato sul lungomare riminese, al termine di una discussione animata, avrebbe premuto quel grilletto. E’ bastato voltar le spalle anche solo un attimo e il 42enne albanese è stato fatto fuori davanti ad un noto ristorante della zona. Una volta messo in pratica il codice albanese “kanun” in base al quale l’onore si lava col sangue, Preci è tornato in auto dove ad attenderlo c’erano i due figli. Da qui la fuga a tutta velocità per tornare a Milano. Ma nella notte la squadra mobile riminese in collaborazione con i colleghi milanesi, è riuscita a far luce sul movente di quell’omicidio, arrestando così nella propria casa a Gorgonzola, i tre albanesi.

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