RIMINI: Rapine in banca, -50% dal 2010. Ma i sindacati chiedono nuove soluzioni – VIDEO

Le rapine in banca a Rimini? Dimezzate in 5 anni, ma ancora non basta. Lo dichiarano a gran voce i sindacati dei bancari che hanno chiesto un incontro al prefetto per valutare alcuni aggiustamenti ai protocolli già precedentemente adottati. Alcune settimane fa a Riccione sono stati commessi due colpi, uno di seguito all'altro, e in un caso addirittura i dipendenti di una banca sono stati tenuti in ostaggio. L'indice del “bottino medio per rapina” di Banca Carim è stato riportato ben al di sotto della media nazionale. Dal 2010 ad oggi il numero delle rapine ogni 100 sportelli è calato di più del 50%. Ma questo non appaga i vertici dell'istituto di credito che pretendono si faccia di più. In sostanza i sindacati chiedono di poter aumentare il numero delle misure obbligatorie, per ora sono cinque, al fine di tutelare dipendenti e clienti. Lo storico istituto bancario riminese Carim, conscio che la lotta alla criminalità è un obiettivo primario e di sistema, fin dal 1986 ha aderito ad Ossif, centro di ricerca dell'Abi sulla sicurezza anticrimine, ed è stato fra le banche firmatarie della prima stesura con le prefetture per la prevenzione della criminalità in banca. Già da 10 anni, in tutte le filiali, è garantita la videoregistrazione digitale delle immagini. Per ciò che concerne la provincia di Rimini, è attualmente in vigore il Protocollo d'intesa, stipulato nel giugno 2011 a Bologna, tra prefetti e i rappresentanti dell'Abi e delle banche operanti nella regione Emilia-Romagna. 

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