EMILIA ROMAGNA: Carburante, è polemica per i mancati ulteriori ribassi – VIDEO

Quando il prezzo del petrolio aumenta, ai distributori in genere si nota subito l’aggiustamento verso l’alto del costo del carburante. Ma poi, nel momento in cui un barile di greggio viene venduto a un prezzo inferiore, non si assiste a un calo repentino del costo della benzina, con grande disappunto di automobilisti e autotrasportatori. In un momento in cui il petrolio costa pochissimo, meno di 30 dollari al barile contro i 150 di un paio d’anni fa, chi lavora con i mezzi su gomma lamenta grosse perdite per via degli alti costi del pieno alle pompe di benzina. Le associazioni degli autotrasportatori locali individuano due fattori che incidono sul problema: da una parte, le tasse ingenti dello Stato sul carburante. Sul gasolio infatti incidono due tributi, ossia l’Iva al 22 per cento e le accise, tanto che il prezzo della materia prima è inferiore alle tasse dovute allo Stato italiano. Poi, c’è il lento aggiustamento dei prezzi: le associazioni sottolinenao come l’Italia sia tra i Paesi europei in cui il costo della benzina rimane più alto, nonostante i minimi storici del prezzo del greggio. Con una media di 1,31 euro per un litro di gasolio, infatti, il nostro è il secondo Paese europeo più costoso per quanto riguarda il diesel, va peggio solo in Inghilterra. Per questo le associazioni chiedono un intervento tempestivo sui listini dei carburanti, che permetterebbe alle imprese di abbattere i costi di trasporto e uscire più in fretta dalla crisi degli ultimi anni. 

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