EMILIA ROMAGNA: Economia, note positive, spicca un motivo ben preciso – VIDEO

La Brexit e altri fattori di incertezza come il referendum costituzionale contribuiscono alla volatilità del quadro economico, ma l’Emilia-Romagna può sorridere grazie soprattutto al principale punto di forza dell’economia regionale, l’export. È quanto emerge dall’indagine congiunturale relativa al primo trimestre 2016 sull’industria realizzato da Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo, che conferma il trend di moderata crescita di produzione, vendite e ordini in atto da un anno. Produzione e fatturato sono cresciuti in Emilia-Romagna dello 0,5%, con differenze importanti tra settori. La moda è uno dei comparti che soffre di più (-2,9% rispetto allo stesso periodo del 2015), leggero calo produttivo anche per l’alimentare, mentre crescono mobili, chimica e stampa-editoria. Le esportazioni giocano un ruolo fondamentale: la nostra regione di conferma la terza in Italia per export (13,5% del totale nazionale), con numeri stabili rispetto allo scorso anno. Le grandi imprese orientate all’estero sono cresciute di più rispetto alle piccole. Nota negativa l’occupazione nell’industria, con una diminuzione del 2,9 per cento rispetto al primo trimestre del 2015, pari a 15mila addetti in meno. 533 imprese in questo lasso temporale hanno chiuso i battenti. È stata infine analizzata la situazione del credito, che ha visto una ripresa dei prestiti alle famiglie (specialmente per l’acquisto di abitazioni) e un leggero calo dei finanziamenti alle imprese.

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