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Energia, 40 milioni di euro per l’efficienza energetica delle imprese emiliano-romagnole

Bologna. Sono 40 milioni di euro le risorse a disposizione per sostenere, nei prossimi 5 anni, lo sviluppo sostenibile, la ricerca e l’efficienza energetica nella produzione industriale in Emilia-Romagna.
Le strategie sulla sostenibilità energetica nei sistemi produttivi in Emilia-Romagna sono state al centro del terzo appuntamento, tenutosi oggi a Bologna, con il percorso partecipato per la costruzione del nuovo Piano energetico regionale avviato dalla Regione.
«Potremmo utilizzare le tre “R” per indicare – ha detto Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive e Piano energetico – i punti fondamentali del Piano energetico regionale per quanto riguarda il sistema produttivo. Il primo punto è dato dalla ricerca, per realizzare tecnologie e strumenti in grado di favorire il secondo punto, che è il risparmio energetico per favorire la competitività delle nostre imprese. Il terzo obiettivo sono le fonti rinnovabili, per sostituire i combustibili fossili che ancora oggi utilizziamo in grandi quantità. Per questo la Regione continua il proprio impegno sulla ricerca industriale, sui laboratori e sull'impiego dei fondi europei per sostenere l'efficienza energetica. Serve però che questo sforzo connetta il sistema regionale e porti alla promozione di una vera cultura imprenditoriale del risparmio energetico che tenga insieme sostenibilità e produttività».
La nuova programmazione dell’Emilia-Romagna punta così ad uno sviluppo sostenibile della produzione industriale sul territorio regionale, sia per quanto riguarda la tutela dell’ambiente, che del risparmio dei costi energetici. Il nuovo Por Fesr 2014-2020, prevede incentivi specifici per favorire la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra delle imprese e delle aree produttive, lungo tutto il processo produttivo, dalla fase di progettazione alla realizzazione del prodotto, compresa l'installazione di impianti energetici da fonte rinnovabile per l’autoconsumo. A disposizione ci sono circa 40 milioni di euro di finanziamenti europei Por Fesr, che saranno distribuiti attraverso il nuovo fondo rotativo per l’Energia e contributi a fondo perduto.
Nella precedente programmazione, dal 2007 al 2013, sono oltre 600 i progetti di riqualificazione e sostenibilità energetica finanziati dalla Regione Emilia-Romagna attraverso bandi regionali, fondi europei Por Fesr e il Fondo energia. I progetti principali hanno riguardato la riqualificazione energetica delle imprese (12 milioni erogati, 107 imprese ammesse e oltre 20mila tep, tonnellate equivalenti di petrolio, risparmiate), la rimozione dell’amianto e l’installazione di pannelli fotovoltaici (210 progetti finanziati, 210mila metri quadri di amianto rimossi, 1.500 tep risparmiate) e il Fondo energia, che aveva una dotazione di 24 milioni di euro per finanziare i progetti di sostenibilità energetica delle imprese (224 i progetti finanziabili).
In Emilia-Romagna il sistema produttivo industriale regionale consuma circa il 30% di energia totale utilizzata in Emilia-Romagna, cui si aggiunge il 16% del settore terziario e il 3% dell’agricoltura. Di questi consumi (pari a 3.799 ktep) il 62% è costituito da gas naturale, il 26% deriva da energia elettrica, il 9% dai prodotti petroliferi, il 2% da combustibili solidi e l’1% da fonti rinnovabili termiche.
Il settore industriale in Italia, rispetto agli anni pre-crisi, ha perso circa un terzo dei propri consumi energetici: se molto di questo risparmio è dovuto agli interventi di efficienza energetica, non meno significativo è stato l’impatto dovuto alla crisi che il settore ha registrato in questi anni. Anche in Emilia-Romagna per il settore industriale si sta osservando un importante calo dei consumi, pari ad oltre il 9% nel solo 2014 rispetto al 2013.
Il meccanismo dei “titoli di efficienza energetica” (Tee) attualmente è il principale strumento a disposizione degli operatori per poter incentivare l’efficienza energetica nell’industria e su questo strumento si basa gran parte della strategia nazionale per il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dei consumi energetici al 2020. L’Emilia-Romagna ha registrato un’elevata crescita dei Tee dal 2008 in poi.  Nel periodo gennaio–dicembre 2014 risulta tra le prime regioni, insieme a Lombardia, Puglia e Veneto in termini di concentrazione di Tee rilasciati. Nello stesso periodo, i dati sui risparmi di energia certificati indicano che i maggiori volumi si sono concentrati in Lombardia e Emilia-Romagna.

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