RAVENNA: Off-shore, addio anche all’ultimo impianto di perforazione – VIDEO

Addio alle perforazioni a Ravenna. A fine mese si fermerà anche l’ultimo impianto rimasto, quello della Atwood Beacon. Una vera e propria emergenza non solo economica ma anche occupazionale, visto che nell’ultimo anno sono usciti dall’area ravennate circa 600 lavoratori, di cui 200 residenti in città, tra personale tecnico, dirigente e staff. La colpa della crisi dell’off-shore viene legata al basso prezzo del greggio, che però negli ultimi tempi è risalito ma non ha avuto l’effetto sperato di rilanciare gli investimenti delle oil company. Le tre big del settore, Halliburton, Baker Hughes e Schlumberger, hanno già ridotto il personale di oltre il 50% e stanno proseguendo nel percorso di ridimensionamento. Si tratta di personale altamente specializzato, formato su standard operativi e di sicurezza internazionali. A lanciare l’allarme è Alessandro Mongiusti della Filctem Cgil Ravenna e responsabile nazionale di categoria per il comparto perforazione. ‘Altra certezza purtroppo – ha detto il sindacalista in una nota – sono i futuri piani operativi comunicati da Eni per Ravenna. Stante l’attuale situazione di mercato non vi sono operazioni in programma per tutto il 2016’. Dopo 40 anni di attività ininterrotte a Ravenna, quindi, i sindacati chiedono a istituzioni, aziende ed enti di provare a difendere i posti di lavoro di questo importante comparto.

Condividi.

Notizie correlate