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CESENA: Dimissioni vertici Carisp, il caso in parlamento

A seguito delle dimissioni della presidente della Cassa di Risparmio di Cesena, Catia Tomasetti, del vicepresidente e dei consiglieri di amministrazione (eccetto Guido Bossina), è stata presentata oggi un’interpellanza urgente al Ministro dell’Economia e delle Finanze, di cui il deputato PD Enzo Lattuca è primo firmatario.

«Solo pochi giorni fa – spiega Lattuca – la BCE ha dato il suo via libera alla ricapitalizzazione della Cassa di Risparmio di Cesena da parte dello “Schema Volontario” del Fondo interbancario di tutela dei depositi (ora primo azionista con il 93,5% del capitale) e al sistema dei warrant per gli azionisti, che hanno visto svalutarsi drasticamente il proprio patrimonio (da 14-19 euro ad azione a 50 centesimi)».

«La prima conseguenza di tale operazione – prosegue Lattuca – paiono essere state le dimissioni presentate dalla presidente Catia Tomasetti, eletta alla guida dell’istituto di credito meno di otto mesi fa. Alla base della decisione della presidente Tomasetti ci sarebbe infatti la volontà dello “Schema Volontario” di nominare direttamente gli amministratori, tant’è che l’unico membro a non dimettersi sarebbe Guido Bossina, chiamato lo scorso 15 luglio a ricoprire la carica di Direttore generale proprio su indicazione del Fondo. È del tutto evidente che tale dinamica rischia di recidere definitivamente i legami tra la Cassa di Risparmio ed il territorio, fattore che suscita forte preoccupazione anche nel tessuto economico e sociale cesenate».

«Per questo – conclude Lattuca – oggi ho presentato un’interpellanza urgente al Ministero dell’Economia, chiedendo di sapere se il Ministro è a conoscenza di tali dinamiche in atto per quanto concerne la Cassa di Risparmio di Cesena e quali iniziative intenda assumere nell’ambito delle proprie prerogative affinché eserciti la propria azione di controllo, scongiurando che venga compromesso il rapporto con il territorio, imprescindibile per il futuro della stessa azienda, anche in considerazione della storia dell’Istituto di credito e della forte svalutazione già subita da parte degli azionisti».

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