EMILIA ROMAGNA: Prosegue la missione regionale in Saharawi – FOTO

È giunta al quarto giorno la missione dell’Emilia-Romagna nel Sahara algerino, dove fino al 22 marzo, una delegazione guidata dalla presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera, assieme al consigliere Gabriele Delmonte, membro dell’Intergruppo assembleare di “Amicizia con il popolo Saharawi” sta svolgendo una serie di incontri istituzionali e visite nei campi profughi Saharawi dove sono in fase di attuazione numerosi progetti di cooperazione realizzati anche grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna.Ulteriore scopo della missione alla quale partecipanoamministratori locali ed esponenti di associazioni di solidarietà emiliano-romagnole e due tecnici dell’Agenzia regionale di Protezione civile, è quella di valutare i danni causati dall'alluvione dell’ottobre 2015, la fattibilità dei futuri progetti di ricostruzione e verificare la possibilità di strutturare in loco un servizio pubblico di prevenzione e gestione delle emergenze climatiche e ambientali.

Al suo arrivo a Rabouni, a pochi giorni dalla storica visita del segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon, che ha riportato la causa Saharawi alla ribalta del dibattito internazionale, Abdelakder Taleb Omar, primo ministro della Repubblica araba democratica del Saharawi (Rasd), ha salutato la delegazione istituzionale regionale “Tutta l'Emilia Romagna è rappresentata in questa missione, un'occasione per riaffermare e rafforzare la lunga amicizia con il nostro popolo”.  La presidente Simonetta Saliera, ha espresso apprezzamento: “per un popolo che ci insegna molto sul tema della democrazia, della laicità e dell’impegno civile. Da 40 anni – ha affermato- date lezioni di dignità all'Europa e all'Occidente, che spesso non è in grado di capire ed esprimere un grado di comprensione e un impegno all’altezza”.  Il consigliere Gabriele Delmonte ha ricordato che il primo atto dell’Intergruppo di " Amicizia con il popolo Saharawi” dell’Assemblea legislativa regionale è stato confermare gli stanziamenti della Regione Emilia-Romagna per la causa Saharawi: “Un impegno per gli anni a venire- ha detto- di cui questa visita è solo l'inizio”.

I questi giorni la delegazione ha potuto visitare il centro di formazione professionale “Sauro Martellini” per i giovani Saharawi, dove il sindacato locale Ugtsario, assieme a Nexus-Cgil Emilia-Romagna, Cgil Ravenna e Auser Emilia-Romagna, ha dato vita a una sartoria e a una falegnameria. E ancora la scuola “17 junio”, per verificare il sostegno alla didattica attraverso libri e attività da parte di Cisp Emilia-Romagna. C’è stato poi l'incontro con i responsabili della Commissione scolastica sostenuta da Kabara Lagdaf e rete Modena, che si occupa della diagnosi di problemi dentali o delle calcolosi renali pediatriche. Proprio sulla sanità vertono significativi progetti di cooperazione sostenuti dall’Emilia-Romagna come la Farmacia nazionale Saharawi di Rabouni, sostenuta dal Comune di Albinea e dall'Università di Ferrara. La delegazione l'ha visitata, incontrando parte del suo staff composto da 12 chimici che producono medicinali: analgesici, antibiotici e pomate, anche per animali. Poi è stata la volta di 3 dispensari nella Wilaya di Smara diventati il primo riferimento per le donne Saharawi durante la gravidanza e il parto, grazie ai progetti materno-infantili realizzati dalle associazioni regionali coordinate dal Comune di Ravenna.

La missione emiliano-romagnola ha fatto tappa anche a El Ayoun, Wilaya gemellata con la Provincia di Modena. Qui ha avuto luogo la visita al laboratorio per la produzione di ceramiche, un progetto dell'associazione El Ouali di Bologna che ha visto riunirsi una decina di giovani donne in una cooperativa. La delegazione ha poi visitato il Centro sportivo gestito dalle associazioni Kabara Lagdaf e Peace Games Uisp.

 Momento particolarmente atteso dalla comunità saharawi la distribuzione di capre alle donne capofamiglia di nuclei maggiormente vulnerabili, un progetto di El Ouali finanziato dalla Regione. La consegna (mediamente un centinaio di capo all’anno) consente ai beneficiari, in genere donne sole o anziani garantisce sostentamento alimentare e il potenziale avviamento di una piccola attività generatrice di reddito.

In un incontro con la delegazione emiliano-romagnola Mohamed Lamin Deddi, ministro della Salute pubblica della Repubblica araba democratica Saharawi (Rasd), ha sottolineato che “la prevenzione e una migliore qualità dell'alimentazione e dell'acqua sono aspetti sostanziali, capaci di incidere sulla salute e sulla vita di uomini e donne Saharawi fin dall'infanzia”. E proprio il tema delle patologie croniche derivanti dalla malnutrizione e dalla scarsità quantitativa e qualitativa dell'acqua è stato al centro di un due ulteriori incontri. uno con i rappresentanti di Unhcr, Pam e Unicef nei campi profughi Saharawi, terminato con l'impegno di collaborazione soprattutto nell'attività di advocacy, e un altro con Buhubeyni Yahya, presidente della Mezza Luna Rossa Saharawi.

Prima di partire per i campi profughi, appena giunta ad Algeri, la delegazione era stata accolta dall’ambasciatore italiano in Algeria Michele Giacomelli. “Mi sembra importante poter portare il saluto delle autorità italiane a una missione che ha uno scopo umanitario forte e che va a dare aiuto a una popolazione che vive in una condizione di sofferenza”, ha detto Giacomelli, sottolineando come anche la cooperazione allo sviluppo portata avanti dall’Italia sia impegnata nella risoluzione dei problemi di salute e alimentari sul territorio. “Mi fa piacere- aggiunge- che la composizione della delegazione rappresenti la forza del territorio emiliano-romagnolo e la sua capacità di porsi come riferimento sul piano umanitario e di apertura verso i popoli”.

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