(VIDEO) RIMINI: Alberghi, soddisfazione per la fine del “Parity Rate”

E' una prima vittoria per il settore degli albergatori, quella registrata in parlamento poche ore fa, quando 434 deputati hanno votato “Si” ad un emendamento, firmato in primis dal riminese Tiziano Arlotti, che sancisce la fine del cosiddetto “Parity Rate” e cioè l'obbligo, per gli hotel convenzionati con i siti di prenotazione online, di offrire soltanto con loro il prezzo più basso. Un cambio di rotta per il comparto, che da tempo aveva denunciato le difficoltà a causa di quello che veniva definito lo stra-potere di tali portali, che però sempre più diventano perni centrali per chi cerca un pernottamento. Il governo si era inizialmente opposto in commissione, poi la tela tesa da Arlotti ha portato ad una approvazione sostanzialmente plebiscitaria.

Ora, se l'emendamento passerà anche al Senato, gli albergatori potranno proporre sui loro siti web prezzi anche più bassi di booking.com, tripadvisor o expedia, solo per citarne alcuni. Intanto, nonostante si sia conclusa da poco una stagione nettamente positiva, si registrano a Rimini alcune strutture ricettive che tra poco finiranno all'asta, dopo i fallimenti delle relative società. Parliamo anche di pezzi storici del turismo riminese, a tre o quattro stelle, che entro qualche settimana saranno proposti anche al 35% del loro valore di soli pochi anni fa. Ultima nota sul settore arriva dal Comune di Rimini, che ha denunciato tre albergatori per non aver versato gli importi della tassa di soggiorno, per circa 70mila euro.

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