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BASKET: È una Virtus già grande, anche Sassari si deve inchinare | VIDEO

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È stata la vittoria di tutti. Di una squadra che fa vedere di poter diventare grande, ammesso non lo sia già. Partita bene e capovolta da Sassari nei primi due quarti, in fuga a +18 e riportata appena sul +1 a cavallo dei due quarti finali, la Virtus ha sigillato nel finale una straordinaria prova corale. Per dire, i cesti vincenti li mette Umeh, 14 punti con 9 tiri, concentrati nella fase decisiva del match. Ma è difficile sceglierne uno tra Lafayette, 9 punti essenziali e soprattutto 7 assist nonostante una gara condizionata dai falli, Alessandro Gentile, ancora trascinatore totale con 15 punti e 26 di valutazione, o Aradori, top scorer con 17 punti e un terzo quarto da favola, in cui la Segafredo aveva dato la prima spallata con il 14 a 0 in avvio. A saltare un centimetro più in alto, in tutti i sensi, c’è però Marcus Slaughter, già idolo col suo modo di essere collante difensivo e centro di gravità permanente in attacco, dove con 8 punti, 5 assist e 3 rimbalzi sui 7 totali catturati, sa incidere nella manovra e nella circolazione del pallone. 
La Virtus prima di tutto vince chiudendo l’area, detonando i pericoli Jones e Polonara, e infine trovando il feeling da tre punti nella seconda parte della gara, dopo qualche problema di interpretazione contro la zona sassarese, che più di un guaio l’aveva causato nel primo tempo. Il Banco raddoppia costantemente gli uomini chiave bianconeri, ma Ramagli ha saggezza di gestione e alternative vere. La regia del recuperato e debuttante Stefano Gentile nel terzo quarto è una delle chiavi positive. Poi Hatcher e compagni ci mettono le triple per riaprirla clamorosamente, assieme a un altro po’ di zona. Prima che la Segafredo confermi tutta la qualità del suo roster. Una grande che batte un’altra grande, questa almeno è stata l’impressione alla quarta giornata.