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BASKET: Ecco Crockett, il primo americano del Forlì 2.015

Jeffrey “Jaye” Crockett è il primo americano della giovane storia della Pallacanestro Forlì 2.015. Americano classe 1991, originario di Watertown (New York), 4 anni a Texas Tech University, gioca nel ruolo di numero “4”. “Abbiamo scelto di regalare a Forlì – spiega coach Gigi Garelli – un giocatore veloce ed eccitante, in grado di esaltarsi a campo aperto ed essere spettacolare. Cercavamo un americano con queste caratteristiche e il fatto di aver trovato un ragazzo piuttosto giovane ma che ha già maturato una consistente esperienza fuori dagli States ci induce ad essere ottimisti”.

Crockett la scorsa stagione – dopo una breve parentesi in Giappone allo Shinshun, ha giocato nella Serie A svizzera con Massagno, nel Canton Ticino, chiudendo la stagione da vice-capocannoniere della lega elvetica, a 21 punti (più 11 rimbalzi) di media. Nel 2013/14 aveva invece giocato a Tortona, con quel Rotondo che ritroverà in Romagna, una positiva stagione da 14 punti e 8 rimbalzi di media in A2. “Ho parlato con Paolo di Jaye – racconta Garelli – e mi ha detto essere un ottimo ragazzo, cosa confermatami anche dal mio ex assistente ai tempi di Castelletto Ticino, che era lo scorso anno nello staff tecnico di Massagno”.

Nel frattempo è approdato a Forlì anche Francesco Paolin, play/guardia di 189 cm, classe 1995, nativo di Dolo (VE) e cresciuto nelle giovanili della Reyer Venezia. Il giocatore ha nelle scorse ore rescisso l’accordo fino al 30 giugno 2017 che aveva in essere con Borgosesia ed ha accettato la proposta da parte dell’Unieuro. Paolin è un ragazzo assai ben conosciuto dai tifosi forlivesi: nel corso degli scorsi playoff, con la maglia della Gessi Valsesia, è stato un irriducibile avversario per la Pallacanestro Forlì 2.015 durante la semifinale, disputando 5 favolose partite alla media di 17.0 di media (oltre i 14 in tutti i playoff). Mostrando “colpi” e personalità che, al termine di Gara5 al Villa Romiti, gli valsero perfino un’inusuale ovazione da parte dei tifosi avversari, oltre alle parole di stima di coach Garelli che definì il ragazzo “un giocatore di cui sentirete parlare”.

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