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CALCIO: Brevi striglia i suoi: “Chi ha cuore lo dimostri o se ne vada!”

E’ un Oscar Brevi in versione Eric Taylor, ricordate? Il personaggio magistralmente interpretato da Kyle Chandler in Friday Night Lights, coach della squadra di liceo americano dell’immaginaria città di Dillon, i Panthers: “Occhi limpidi, cuore puro: non possono perdere”. È un Oscar Brevi che il cuore, il suo cuore, lo mette in gioco nella conferenza stampa di presentazione dell’importantissimo match che il Rimini disputerà domani contro l’Ancona. Perchè troppe cose rischiano di sfuggirgli di mano e allora prevenire è meglio che curare: “Non voglio parlare dell’Ancona: è l’ultima partita dell’anno, poi chiuderemo con l’Arezzo il girone di andata. Domani faremo la nostra gara e faremo le nostre valutazioni. In tutti i sensi: preferisco giocatori che magari abbiano minor talento ma che non risparmino neppure una goccia di sudore quando scendono in campo”. Un Brevi amareggiato dalla piega che sta prendendo il campionato del Rimini: “Un punto in tre partite: il bottino è magro ma la prestazione c’è sempre stata nelle ultime tre gare, questo aumenta solo il rammarico. Tutti hanno avuto l’opportunità di scendere in campo, le qualità all’interno del gruppo ci sono ma se non arrivano i risultati significa che qualcosa non funziona”. La lingua batte dove il dente duole, il pensiero di Brevi si fa intransigente, il messaggio ai suoi giocatori senza filtri: “Serve cuore, serve orgoglio, serve senso di appartenenza: le vacanze si fanno in estate, il nostro lavoro è fatto di sacrificio, di abnegazione sul lavoro. Io mi assumo tutte le responsabilità di quello che dico. Il momento è importante, anzi decisivo per noi: non voglio vedere le chiacchiere, voglio vedere i fatti da chi ha voglia di continuare a giocare nel Rimini. Chi non condivide questa scelta vada in società e chieda di essere ceduto”. Come ha fatto De Martino la settimana scorsa: “De Martino è venuto in sede, ha detto “Vado via”. Lo rispetto per questo. Chi ha il suo stesso pensiero, lo dica chiaramente. Ce ne sono mille di giocatori che verrebbero a Rimini di corsa”. Insomma, non è con le alchimie tattiche che Brevi intende dare un calcio alla crisi, ma “con la cattiveria agonistica, col sangue negli occhi e col rispetto del proprio lavoro. Qua stiamo dando il massimo, la società sta dando il massimo e quindi pretendo lo stesso dai giocatori. Non è un ultimatum, è quello che ho messo in chiaro sin dal principio, si vede che non sono stato capito. Accetto gli errori, non altri atteggiamenti. Il cuore o ce l’hai o non ce l’hai”.

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