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CALCIO: Caos Rimini, parla la Luukap, “Noi denigrati da un cantastorie”

Non c'è veramente tregua per i tifosi del Rimini, cui neppure gli ottimi risultati conquistati sul campo dai biancorossi hanno potuto far passare in secondo piano le turbolente vicende riguardanti un passaggio di mano della società. Le basi per un accordo tra De Meis e la Luukap sono ormai tramontate, il termine ultimo fissato dalla società inglese è ufficilamente scaduto ieri ed ora il club di Piazzale del Popolo brancola nel buio più completo. Tra pochi minuti, comunque, prenderà la parola il presidente De Meis e dirà la sua: le rivelazioni del presidente sul conto degli acquirenti mancati non saranno certamente all'acqua di rose, tanto che la Luukap ha preferito giocare d'anticipo inoltrando un comunicato anch'esso dai toni molto forti per offire la propria versione dei fatti di queste ultime giornate di trattative e sul comportamento tenuto contestualmente dal Rimini. Di seguito vi riportiamo il testo integrale:
"Venuti a conoscenza della conferenza stampa indetta dal presidente De Meis, sicuramente finalizzata a scusare l’ingiustificabile, anziché ammettere, dopo un’inutile e sterile battaglia legale, le omissioni sul reale stato di salute della AC Rimini 1912 Srl, ci preme ridare ai fatti susseguitisi nelle ultime settimane la dignità del loro effettivo avvicendarsi.
Nei primi giorni di Febbraio siamo stati chiamati in disperato soccorso del Club stesso.
Dopo aver inutilmente trattato e negoziato le condizioni economiche, si sono creati pareri contrapposti sulle percentuali e sul reale ammontare e stato del debito.
Nonostante illustri consulenti legali e commercialisti ci abbiamo sconsigliato l’operazione, veniamo convinti da uno dei Nostri Director, Goldoni Enrico, da sempre il più vicino a De Meis e l’unico con cui lo stesso ha sempre voluto parlare, ad eseguire l’operazione per il rispetto della città di Rimini, delle istituzione – che hanno rivolto un appello nella persona dell’assessore Dr. Brasini -, dei tifosi, di tutte le persone che ci hanno chiamato da Rimini che hanno a cuore le sorti del Club ultracentenario ed anche e soprattutto per il ritrovato clima entusiastico tra il Nostro Goldoni e lo stesso De Meis. Presso il Credito di Romagna il giorno prima della scadenza degli stipendi dei tesserati avevamo costituito la provvista per il saldo degli stessi – come da documento allegato -, oltre a porre in essere tutta una serie di operazioni urgenti per il salvataggio dello stesso Club.
Ci domandiamo, ora, perché dopo giorni di trattative, riprese il 4 di febbraio, giunti ad una proposta condivisa – essendo la stessa stata spiegata presso il Grand Hotel Des Bains da un Nostro consulente allo stesso De Meis -, siano state chieste ulteriori 48 ore ?
Crediamo di avere fatto il massimo sempre e comunque, di avere speso centinaia di migliaia di Euro tra consulenze e caparre versate, con il solo obiettivo di trasformare il Rimini in un grande Club, avendo ricevuto, per contro, offese, tentativi goffi di denigrazione con richiami a chissà quali ipotetici ed assurdi collegamenti malavitosi.
E’ notizia di queste ore che il “cantastorie” ha fatto telefonare da un noto professionista riminese a più di un giornalista ventilando trame e potere di natura criminale dietro la Luukap. A tal riguardo vorremmo puntualizzare, per l’ennesima ed ultima volta, avendo a più riprese querelato giornalisti e controparte, che la Luukap Limited ha quattro director: Roberto Civitarese, Giovanni Tarditi, Enrico Goldoni e Stefano Loprete tutti nati nel nord Italia (senza voler essere offensivi), con fedina penale immacolata e che tutti gli investitori della stessa sono importanti banchieri o finanzieri della City.
Ci auguriamo, quindi, che la conferenza stampa sia finalizzata al rilancio sportivo e societario della Rimini Calcio e non a scusare l’ingiustificabile: la voglia di rimanere Presidente e proprietario nonostante il gravissimo e conclamato dissesto finanziario.
Certi che la cittadinanza tutta, tifosi in primis, sapranno valutare i fatti restiamo disponibili per un confronto pubblico".

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