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CALCIO: Di Matteo alla scoperta del mondo Santarcangelo, “Qui ho trovato una famiglia”

Per Nicola Di Matteo, imprenditore edile casertano da cinquanta anni trapiantato in Emilia, la passione per il calcio è compagna di una vita e dalla scorsa stagione l’amore per il pallone l’ha condotto a Santarcangelo. Prima di arrivare al gialloblù, per Di Matteo il calcio ha vestito i colori di Spal, Imolese, Mantova, Caserta, città di origine, e di San Pietro Casale, paese emiliano di adozione. Dallo scorso anno, Di Matteo si è avvicinato al Santarcangelo: “Il calcio è la mia passione – racconta – e se possibile nella vita le passioni vanno assecondate. Quando il vice presidente Giuseppe Mussoni, che ho conosciuto per lavoro, mi ha proposto di entrare a far parte della realtà gialloblù, non ho infatti impiegato molto tempo per decidere e mi sono subito innamorato di questa realtà”. Da inizio stagione Di Matteo occupa il ruolo di DG: “A Santarcangelo ho trovato qualcosa che non mi era mai capitato di incontrare nel mondo del pallone, si tratta di una vera famiglia allargata, ci si ascolta poi le decisioni si prendono insieme quindi sono felice di portare il mio contributo di esperienza sia a livello imprenditoriale sia calcistico ma come dicevo, non ci sono “protagonismi”, la condivisione è alla base di questa società”. Una società che Di Matteo ha apprezzato sin dal primo approccio: “I dirigenti hanno svolto un lavoro straordinario, sullo sfondo di un calcio che ha visto scomparire negli ultimi anni decine e decine di società, il Santarcangelo si è distinto per una stabilità societaria e sportiva non scontate. Oltre allo staff dirigenziale – prosegue Di Matteo – al Santarcangelo c’è uno staff tecnico di primordine, Oberdan Melini e Paolo Bravo sono persone competenti che conoscono il calcio e che con le risorse a disposizione riescono sempre a ottenere il massimo sia con prima squadra, sia con un settore giovanile, che negli ultimi anni si è tolto la soddisfazione di cedere i migliori elementi a formazioni di serie A”. L’obiettivo per il futuro gialloblù – come spiega Di Matteo – è consolidare la categoria senza allontanare i sogni: “Il Santarcangelo deve restare con i piedi per terra, la Lega Pro è un campionato importante, ci si confronta con piazze blasonate con storie calcistiche di primo piano quindi la priorità è consolidare la categoria. Nel calcio poi, così come nella vita, il lavoro paga e se saremo bravi ad allargare la condivisione al nostro progetto, allora chissà, magari come successo in altre società virtuose, tra qualche anno si potrà anche pensare a qualcosa di più”. Di Matteo, nonostante sia spesso all’estero per lavoro, difficilmente si perde una partita: “Siamo partiti bene, mister Marcolini sa come sfruttare al meglio le caratteristiche dei giocatori, la squadra occupa bene il campo, la sua filosofia di gioco mi ricorda molto quella di Ivan Juric che ho avuto al Mantova e ora è al Genoa. Ero anche a Bassano – conclude il DG – non è andata bene ma ci sta, io poi in quella piazza non ho mai vinto. Ci rifaremo presto, sono convinto che anche in questa stagione riusciremo a ritagliarci il nostro spazio in campionato”.

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